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28 Aprile 2026

Afta epizootica in Asia centrale. Uzbekistan in allerta dopo i focolai in Cina e il caso Siberia

Il Ministero dell’Agricoltura uzbeko ha annunciato misure di igiene e quarantena parziale per i bovini, citando come causa i focolai di afta epizootica rilevati in 48 Paesi nel biennio 2025-26, inclusi un focolaio nel nord-ovest della Cina e gli abbattimenti di massa in Siberia 

di Redazione Vet33


Afta epizootica in Asia centrale. Uzbekistan in allerta dopo i focolai in Cina e il caso Siberia

Negli ultimi due anni sono stati rilevati focolai di afta epizootica in 48 Paesi, di cui uno recentemente nel nord-ovest della Cina. Abbattimenti di massa sono stati compiuti in Siberia, nella regione di Novosibirsk, ufficialmente attribuiti a pasteurellosi e rabbia ma al centro di una controversia irrisolta con il Dipartimento dell’Agricoltura americano che, in un rapporto, cita fonti locali secondo cui la portata delle misure “potrebbe indicare un focolaio non confermato di afta epizootica”. In questo contesto, il 22 aprile, il Ministero dell’Agricoltura uzbeko ha annunciato misure di quarantena parziale per i bovini nell’ambito di un mese nazionale di “igiene del bestiame”, che comprende disinfezione degli impianti, accesso limitato agli allevamenti ed eliminazione degli animali infetti. Parallelamente, il Kazakistan ha vietato le importazioni di frumento mangimistico dalla Russia. 

Le misure uzbeke: quarantena parziale e mese dell’igiene

Il 22 aprile 2026, il Ministero dell’Agricoltura dell’Uzbekistan ha pubblicato un comunicato che elenca le misure adottate nell’ambito del mese nazionale dedicato all“igiene del bestiame”, di fatto una forma di quarantena parziale per i bovini.  Le misure includono la disinfezione delle strutture negli allevamenti, un accesso limitato per il personale esterno e l’eliminazione di tutti gli animali infetti.

Il Ministero giustifica le misure citando i focolai di afta epizootica registrati in 48 Paesi nel biennio 2025-2026, con riferimento esplicito alla situazione regionale: un focolaio nel nord-ovest della Cina e gli abbattimenti di massa in Siberia.

Il caso Siberia: pasteurellosi, rabbia o afta epizootica?

Gli abbattimenti nella regione di Novosibirsk restano il nodo più controverso del quadro epidemiologico regionale. Le autorità russe li hanno attribuiti a pasteurellosi e rabbia. Allevatori, alcuni veterinari e biologi hanno contestato questa interpretazione, definendo gli abbattimenti eccessivi per le patologie dichiarate.

Il Foreign Agricultural Service del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, in un rapporto, ha citato fonti locali e contatti commerciali secondo cui la portata delle misure corrisponderebbe a un focolaio non confermato di afta epizootica. L’agenzia fitosanitaria russa ha smentito le accuse, dichiarando il 25 marzo che i rischi di una ulteriore diffusione delle malattie erano cessati. Gli abbattimenti di migliaia di animali nella regione però hanno scatenato rare proteste in Russia e richieste di dimissioni dei vertici agricoli del Governo.

Il Kazakistan blocca il frumento russo

In risposta alla situazione epidemiologica, il Kazaistan ha vietato le importazioni di frumento mangimistico dalla Russia. Una misura commerciale con implicazioni dirette sulla filiera zootecnica kazaka, che utilizza il grano russo come ingrediente nei mangimi per bestiame.

La combinazione di focolai, abbattimenti di natura controversa e restrizioni disegna un quadro di pressione epidemiologica crescente sull’Asia centrale, una regione che storicamente ha svolto un ruolo di transito per le malattie animali tra il bacino asiatico e il continente europeo. Per i sistemi di sorveglianza internazionale, WOAH in testa, il monitoraggio di questa area rimane una priorità operativa.

TAG: ABBATTIMENTO, AFTA EPIZOOTICA, ASIA CENTRALE, CINA, FMD, FOCOLAI, KAZAKISTAN, NOVOSIBIRSK, USDA, WOAH

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