Animali da Reddito
07 Giugno 2022Per un coinvolgimento consapevole del consumatore, l’agenzia europea lancia una campagna di comunicazione che cavalca l’esigenza di sicurezza espressa dai cittadini e la loro propensione verso allevamenti rispettosi del benessere degli animali

Nel compiere scelte alimentari sicure e consapevoli, non si può prescindere dal benessere degli animali. Il legame viene anzi ribadito forte e chiaro dalla campagna #EUChooseSafeFood, lanciata da EFSA in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare. Tre gli ambiti su cui l’Agenzia europea si focalizza: quello del food packaging (Moca), quello degli integratori alimentari e quello – appunto – del benessere animale. Animali sani, nutriti in modo adeguato e gestiti nel rispetto della normativa igienico-sanitaria sono infatti anche animali che si ammalano meno, che avranno meno bisogno di antibiotici e che – quindi – produrranno alimenti di miglior qualità. Il tutto con evidenti ricadute positive sia in ambito sanitario che ambientale. Giusto per ribadire un’impostazione sempre più One Health. Quindi allevamenti a norma e trattamenti rispettosi dell’animale: proprio quello che anche i consumatori hanno imparato a chiedere e a pretendere, secondo quanto rilevato, per esempio, da una recente indagine presentata da AISA.
“Nel nostro Paese sono diversi gli strumenti adottati a garanzia del cittadino, parliamo per esempio del piano nazionale sul benessere animale o di quello sulla farmacosorveglianza, entrambi fondamentali nell’implementazione della piattaforma Classyfarm” precisa Giovanni Leonardi, Segretario generale del Ministero della Salute.
Pensata come un sistema integrato finalizzato alla categorizzazione dell’allevamento in base al rischio (alto; medio; basso), “ClassyFarm – spiega Loris Alborali dell’IZS di Lombardia e Emilia Romagna – è un’innovazione tutta italiana che consente di ottimizzare la gestione ambientale e garantire il benessere animale, di migliorare la biosicurezza e di limitare l’utilizzo degli antibiotici”.
Nata nel 2018, con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità degli allevamenti e di garantirne la qualità delle produzioni, nel tempo ha avuto un riscontro sempre più significativo: oggi si contano infatti 4000 utenti registrati, oltre 10.000 allevamenti (un numero dunque elevato di aziende in grado di garantire il benessere), e una copertura di aziende che ricorrono ai farmaci, pari all’87,5%-93,3%. Anche sul piano geografico le adesioni sono soddisfacenti e omogenee.
“Se infatti al suo debutto, Classyfarm aveva attirato specialmente il Nord del Paese, – ricorda Alborali – nel tempo anche molte realtà del Sud e delle isole hanno compreso i vantaggi di entrare nella piattaforma”.
Negli ultimi 10 anni in zootecnia il consumo degli antibiotici è calato del 57%, va ricordato come abbia pure giocato un ruolo importante il combinato disposto della ricetta elettronica e della classificazione degli allevanti operata su Classyfarm. Particolarmente positivo risulta il panorama offerto dal settore avicolo dove già dal 2013 gli allevatori hanno spontaneamente limitato il ricorso agli antimicrobici. Così nel 2020 abbiamo assistito ad un calo dell’80% negli allevamenti di tacchini e del 90% in quelli di polli da carne, e il trend si è confermato nel 2021 e sta proseguendo anche quest’anno.
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