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Alimentazione

02 Aprile 2026

Epatite A in Campania, Izsm: sushi, verdure e frutti di bosco negativi. Il rischio è nei molluschi crudi

Su 204 campioni refertati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno al 27 marzo 2026, le 9 positività al virus HAV riguardano esclusivamente molluschi bivalvi: negative verdure, frutta, sushi. La raccomandazione è invariata: cottura completa, tracciabilità, igiene

di Redazione Vet33


Epatite A in Campania, Izsm: sushi, verdure e frutti di bosco negativi. Il rischio è nei molluschi crudi

Su 204 campioni analizzati, nove positivi al virus dell’epatite A, tutti nei molluschi bivalvi. Nessuna positività su verdure, frutta, sushi o altre matrici alimentari. Sono i dati pubblicati il 27 marzo 2026 dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM), che sta conducendo il monitoraggio sulla diffusione di HAV in Campania nell’ambito del cluster in corso. Il tasso di positività nei bivalvi testati è del 5,5%, circa 1 mollusco su 18 tra quelli analizzati. 

“I dati odierni confermano l’efficacia del sistema di sorveglianza e ci permettono di isolare con precisione la fonte del rischio: la filiera dei molluschi bivalvi”, ha dichiarato Giuseppe Iovane, Direttore Generale dell’IZSM. 

Sono ancora in corso le analisi su altri 68 campioni – 24 molluschi, 34 vegetali, 4 frutti di bosco, 6 campioni di sushi – mentre è in accettazione un ulteriore campione di vegetali a foglia.

I dati IZSM: il quadro analitico

Il Dipartimento di Sicurezza Alimentare dell’IZSM ha preso in carico 273 campioni nell’ambito del monitoraggio sul virus dell’epatite A (HAV) in Campania. Al 27 marzo, le analisi completate e refertate sono 204; altre 68 sono ancora in lavorazione nei laboratori di Portici, con un ulteriore campione in fase di accettazione.
Il quadro analitico per categorie è il seguente:
● Molluschi bivalvi: 163 campioni refertati; 9 positività HAV
 (5,5%)
● Altre matrici (verdure, frutta, sushi): 41 campioni refertati; 0 positività HA
● Campioni ancora in corso: 24 molluschi, 34 vegetali (inclusi a foglia), 4 frutti di bosco, 6 sushi

Perché i molluschi bivalvi concentrano il rischio

I molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche, fasolari) filtrano grandi quantità d’acqua per alimentarsi. Questo meccanismo li rende efficaci bio-accumulatori di particelle virali presenti nell’ambiente acquatico, incluso il virus HAV. La contaminazione non è visibile, non altera aspetto né odore del prodotto, e non viene eliminata dalla marinatura o da una scottatura superficiale.

L’unico sistema per inattivare il virus è la cottura completa e uniforme. Su questo punto l’IZSM non lascia margini interpretativi: il consumo di frutti di mare crudi, marinati o solo leggermente cotti va evitato fino a nuove indicazioni delle autorità sanitarie.

Le matrici negative: verdure, frutta e sushi

I dati finora disponibili escludono la contaminazione HAV nelle altre categorie alimentari analizzate. Tutti i campioni di vegetali refertati sono risultati negativi, così come i primi campioni di sushi e i frutti di bosco. Sono però ancora in corso le analisi su 34 campioni di vegetali, inclusi quelli a foglia, 4 campioni di frutti di bosco e 6 di sushi.

Per i frutti di bosco surgelati, l’IZSM raccomanda comunque la bollitura a 100°C per almeno 2 minuti prima del consumo, in linea con le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità: una precauzione valida indipendentemente dall’esito dei test in corso.

Le raccomandazioni operative dell’IZSM

Sulla base delle evidenze analitiche disponibili, l’istituto ribadisce tre indicazioni operative:
Cottura: I molluschi bivalvi devono essere cotti completamente e uniformemente. Il calore è l’unico metodo domestico efficace per eliminare il virus.
Tracciabilità: Acquistare esclusivamente da canali ufficiali e rivenditori autorizzati, verificando etichetta e documentazione sanitaria. Evitare venditori ambulanti non autorizzati o prodotti privi di tracciabilità.
Igiene: Mantenere elevati standard di igiene personale e nelle superfici di preparazione. Lavare accuratamente frutta e verdura sotto acqua corrente potabile.

I sintomi da monitorare

Chi ha consumato frutti di mare crudi nelle settimane precedenti deve prestare attenzione alla comparsa di: forte stanchezza e malessere, nausea o dolori addominali, urine scure e feci chiare, ittero (colorazione giallastra di occhi e pelle). In presenza di questi segnali è necessario contattare il medico.

CITATI: GIUSEPPE IOVANE
TAG: CAMPANIA, EPATITE A, FRUTTI DI MARE, IZS DEL MEZZOGIORNO, MOLLUSCHI, PRODOTTI ITTICI, SICUREZZA ALIMENTARE, VIRUS HAV

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