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30 Marzo 2026

Cluster di epatite A in Campania e Lazio. Attivate task force, ispezioni nei mercati ittici e campagne vaccinali

La Commissione nazionale degli Assistenti sanitari (FNO TSRM e PSTRP) denuncia una carenza strutturale di professionisti e chiede un rafforzamento degli organici per gestire i focolai di epatite A in Campania e Lazio

di Redazione Vet33


Cluster di epatite A in Campania e Lazio. Attivate task force, ispezioni nei mercati ittici e campagne vaccinali

Per i focolai di epatite A in Campania e nel Lazio sono già operative task force multidisciplinari, sono state proclamate ordinanze comunali, avviate ispezioni nei mercati ittici e campagne vaccinali straordinarie. Mentre la risposta d’emergenza è in corso, la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della FNO TSRM e PSTRP porta l’attenzione su un problema che precede i focolai: la carenza strutturale di professionisti della prevenzione territoriale. Senza un presidio continuativo sul territorio fatto di inchieste epidemiologiche, contact tracing e sorveglianza ambientale, le emergenze sanitarie non si intercettano in tempo, indebolendo qualsiasi intervento straordinario, per quanto tempestivo.

Cluster di epatite A in Campania e Lazio

I recenti focolai di epatite A in Campania e nel Lazio hanno attivato una risposta coordinata su più livelli. Sul campo operano task force multidisciplinari, affiancate da ordinanze comunali, ispezioni nei mercati ittici e campagne di vaccinazione straordinaria. Gli interventi seguono il protocollo consolidato per la gestione dei cluster: identificazione rapida dei casi, tracciamento dei contatti, valutazione dei contesti ambientali a rischio.

Nel pieno di questa gestione emergenziale, la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della FNO TSRM e PSTRP ha scelto di intervenire nel dibattito pubblico: non per commentare le singole misure adottate, ma per spostare il fuoco su ciò che avviene, o dovrebbe avvenire, prima che un focolaio diventi un’emergenza.

Inchiesta epidemiologica e contact tracing: gli strumenti della prevenzione territoriale

Secondo la Commissione, le emergenze sanitarie si intercettano e si controllano sul territorio, attraverso attività strutturate di sanità pubblica. Lo strumento operativo principale è l’inchiesta epidemiologica: un processo che comprende l’identificazione e la validazione dei casi, la distinzione tra infezioni autoctone e importate, il contact tracing e l’analisi dei contesti ambientali, tutto in coordinamento con altri servizi e con le Agenzie ambientali.

Da queste attività discendono gli interventi mirati: isolamento, profilassi, educazione sanitaria. Nei contesti con trasmissione circoscritta viene utilizzata la vaccinazione ad anello, che prevede l’immunizzazione dei contatti stretti dei casi confermati per contenere il focolaio prima che si estenda.

Non si tratta di procedure burocratiche, ma è la differenza tra un cluster gestito precocemente e un’emergenza che richiede misure straordinarie.

Tecnologie digitali e approccio One Health nella sorveglianza epidemiologica

Il comunicato della Commissione richiama anche il contributo delle tecnologie digitali e dei sistemi di analisi dei dati a supporto delle attività di sorveglianza, con l’attenzione agli aspetti legati alla tutela della privacy.

Il documento fa inoltre riferimento esplicito al paradigma One Health come cornice concettuale e operativa per le strategie di sorveglianza e prevenzione. Un richiamo tutt’altro che formale nel caso dell’epatite A, malattia a trasmissione oro-fecale strettamente legata alla qualità delle acque, alla filiera ittica e alle condizioni igienico-sanitarie degli ambienti di lavoro e consumo.

Una carenza strutturale: pochi assistenti sanitari, troppa dipendenza dall’emergenza

Il nodo centrale del comunicato è un deficit che i focolai attuali hanno reso più visibile, ma che non nasce con loro. La Commissione segnala una carenza strutturale di professionisti della prevenzione e chiede un rafforzamento concreto degli organici e dei percorsi formativi.

La logica sottostante è diretta: “Investire in prevenzione genera risparmi multipli in termini di spesa sanitaria”. Una prevenzione territoriale efficace – fatta di sorveglianza continua, educazione sanitaria capillare e risposta precoce ai segnali d’allarme – riduce la frequenza e l’intensità delle emergenze, con ricadute economiche misurabili sul sistema sanitario.

TAG: CAMPANIA, EPATITE A, LAZIO, ONE HEALTH, PREVENZIONE, VACCINAZIONE

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