Animali da Reddito
25 Marzo 2026Il WWF lancia una petizione nazionale con sei proposte per riformare il modello zootecnico italiano. Tra le richieste, moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni e revisione della PAC

Il WWF Italia chiede una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni per gli allevamenti intensivi e lancia una petizione nazionale per riformare il sistema zootecnico italiano. L’iniziativa si basa su dati ambientali, sanitari ed economici che evidenziano criticità strutturali del modello attuale.
Una moratoria immediata sulle nuove autorizzazioni per gli allevamenti intensivi è la richiesta centrale della petizione “Basta allevamenti intensivi”, lanciata dal WWF Italia nell’ambito della campagna “Our Future”.
L’associazione propone sei misure per intervenire su un sistema ritenuto insostenibile sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico.
Negli ultimi vent’anni il numero di allevamenti in Italia è diminuito, mentre è aumentata la dimensione di quelli più grandi e attivi. Oggi circa l’80% della carne consumata proviene da allevamenti intensivi.
Ogni anno vengono allevati circa 700 milioni di animali, con una concentrazione crescente di risorse economiche e produttive.
Secondo il WWF, le condizioni negli allevamenti intensivi incidono sul benessere animale: gli animali sono costretti a subire stress cronico, lesioni, malattie e pratiche considerate evitabili. Una situazione che aumenta il rischio sanitario legato alla diffusione di virus e batteri, con potenziali conseguenze per la salute umane.
Un altro tema centrale è quello dell’uso continuo e sistematico degli antibiotici, che favorisce la diffusione di batteri sempre più resistenti. L’Italia è il secondo Paese europeo per consumo veterinario, con livelli più che doppi rispetto alla media UE.
Le conseguenze si riflettono sulla salute pubblica: secondo l’Ecdc in Europa ci sono circa 35.000 morti l’anno per infezioni resistenti, di cui oltre un terzo (circa 12.000) in Italia.
Il settore zootecnico intensivo è responsabile di circa il 75% delle emissioni di ammoniaca, che, a sua volta, quando viene rilasciata nell’atmosfera, contribuisce a circa il 17% di PM2,5 totale, le polveri sottili che ogni anno sono responsabili di circa 50.000 morti premature in Italia. Gli allevamenti intensivi, infatti, sono la seconda fonte di particolato fine nel nostro Paese, superando trasporti (14%) e industria (10%).
A questo si aggiunge l’inquinamento del suolo e delle acque. Ogni anno vengono disperse circa 700.000 tonnellate di azoto attraverso le deiezioni animali. I nitrati, altamente solubili, si infiltrano nelle falde acquifere e corsi d’acqua, con effetti sugli ecosistemi e sulla qualità delle risorse idriche.
Secondo il WWF, esiste una forte concentrazione dei finanziamenti: l’80% dei fondi PAC è destinato al 20% degli operatori, spesso legati all’industria della carne. Le aziende agroecologiche ricevono invece una quota più limitata, nonostante il potenziale contributo alla sostenibilità.
La petizione “Basta allevamenti intensivi” individua sei interventi prioritari:
● una moratoria immediate sulle nuove autorizzazioni per gli allevamenti intensivi
● il sostegno alla transizione verso modelli estensivi, agroecologici e biologici
● una riforma della PAC con diversa redistribuzione dei fondi
● l’introduzione di un’etichettatura trasparente su carne e derivati
● politiche pubbliche di educazione alimentare per la riduzione dei prodotti di origine animale
● l’approvazione della proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, presentata in Parlamento da WWF Italia insieme ad altre associazioni.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
27/03/2026
Un caso di influenza aviaria in un allevamento a Campi Bisenzio: abbattuti circa mille volatili in 12 ore, tra fagiani, anatre, quaglie e pernici. Attivata una zona di sorveglianza e avviati...
A cura di Redazione Vet33
27/03/2026
Respinta a Perugia la proposta di un ospedale veterinario comunale gratuito H24. La maggioranza evidenzia criticità su costi, equità e priorità della spesa pubblica
A cura di Redazione Vet33
27/03/2026
Federchimica AISA istituisce due premi da 2.000 euro per valorizzare la ricerca universitaria nel settore della salute animale. L’iniziativa è dedicata alla memoria di Paolo Sani e promuove...
A cura di Redazione Vet33
27/03/2026
A Bologna esperti e istituzioni a confronto sui processi produttivi dei formaggi a latte non pastorizzato. Gli studi confermano l’inattivazione dei virus e rafforzano la competitività sui mercati...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022