Alert sanitari
09 Marzo 2026L’epidemia ha colpito migliaia di allevamenti, ma il governo greco esclude per ora la vaccinazione per evitare restrizioni commerciali sulle esportazioni di feta

Una vasta epidemia di vaiolo ovino e caprino (sheep and goat pox) sta colpendo la Grecia, dove quasi mezzo milione di pecore e capre sono state abbattute per contenere la malattia. Il primo focolaio è stato segnalato nell’agosto 2024 e da allora il virus si è diffuso in migliaia di aziende agricole, con possibili ripercussioni anche sul mercato della feta, prodotto simbolo della zootecnia ovicaprina greca.
Un’epidemia diffusa
Secondo i dati del Comitato scientifico nazionale per la gestione e il controllo del vaiolo ovino e caprino, fino al 19 dicembre 2025 erano stati confermati casi in 2.449 allevamenti. Dall’individuazione del primo focolaio, avvenuta il 21 agosto 2024, la malattia ha continuato a diffondersi nel territorio greco con una dinamica più estesa rispetto agli episodi registrati in passato.
Come osservato dal microbiologo Raúl Rivas dell’Istituto di ricerca in agrobiotecnologia dell’Università di Salamanca (Spagna), “il numero di focolai è gigantesco. Si pensava che l’inverno avrebbe aiutato, ma nelle ultime settimane l’epidemia ha continuato a diffondersi”.
Per contenere la diffusione della malattia, le autorità hanno disposto l’abbattimento di quasi 500mila animali su un patrimonio complessivo stimato di circa 10 milioni di capi ovini e caprini nel Paese. La riduzione delle mandrie sta già incidendo sulla disponibilità di latte ovicaprino, materia prima fondamentale per l’industria casearia greca.
Il nodo della vaccinazione
Nonostante l’entità della crisi sanitaria, il governo greco non ha avviato una campagna di vaccinazione. La decisione è legata soprattutto alle possibili conseguenze sul piano commerciale: l’introduzione della vaccinazione potrebbe infatti comportare la classificazione della Grecia come Paese endemico, con possibili restrizioni sulle esportazioni.
Organismi internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità animale (Woah) e la Commissione europea hanno indicato la vaccinazione come uno degli strumenti possibili per il controllo della malattia.
L’impatto sulla produzione di feta
La questione assume particolare rilevanza per il settore lattiero-caseario greco. Circa l’80% del latte ovino e caprino prodotto in Grecia è destinato alla produzione della feta, uno dei principali prodotti agroalimentari del Paese e una delle DOP più esportate.
Secondo le stime riportate nel servizio pubblicato dall’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, nell’ambito del progetto internazionale PULSE, circa due terzi della produzione greca di feta è destinata ai mercati esteri.
I possibili effetti sul mercato
Per il momento la produzione di feta continua grazie alle scorte di latte disponibili, ma la riduzione del numero di capi allevati potrebbe comunque incidere nei prossimi mesi sull’offerta.
La diminuzione della produzione lattiera, unita alla forte domanda internazionale, potrebbe determinare tensioni sul mercato e un aumento dei prezzi, con il rischio che la feta diventi un prodotto sempre più costoso nei prossimi mesi
CITATI: RAUL RIVASSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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