Animali da Reddito
28 Gennaio 2026Oltre duemila focolai dal 2024. Gli allevatori chiedono la vaccinazione, ma il governo ribadisce la linea di isolamento e abbattimento per tutelare l’export

L’epidemia di vaiolo ovino e caprino continua a colpire duramente la zootecnia greca, con pesanti ricadute sanitarie ed economiche. Secondo i dati aggiornati del ministero dell’Agricoltura ellenico, sono quasi 473mila gli ovini e caprini abbattuti negli allevamenti di tutto il Paese nel tentativo di contenere la diffusione della malattia. A riportarlo è il quotidiano Kathimerini, che ricostruisce l’evoluzione di un’emergenza iniziata nel 2024. Da agosto di quell’anno sono stati confermati oltre duemila casi di vaiolo ovino e caprino in 2.559 allevamenti distribuiti sull’intero territorio nazionale. Si tratta di una patologia virale altamente contagiosa e devastante per gli animali, ma non trasmissibile all’uomo.
Dal punto di vista veterinario, la gestione dell’epidemia è resa particolarmente complessa dalle norme sanitarie in vigore, che prevedono l’abbattimento dell’intero gregge anche in presenza di un solo animale positivo. Una misura che, se da un lato mira a interrompere rapidamente la catena del contagio, dall’altro ha inflitto un colpo durissimo agli allevatori, già provati dall’impatto economico delle restrizioni e dalle perdite produttive. Non a caso, molti operatori del settore spingono per il ricorso alla vaccinazione, ritenuta uno strumento potenzialmente efficace per limitare la diffusione del virus. La questione ha però assunto anche una dimensione commerciale strategica: il vaiolo ovino e caprino minaccia infatti la produzione di feta, il formaggio simbolo della Grecia, le cui esportazioni valgono circa un miliardo di euro l’anno.
Il governo di Atene, tuttavia, ha escluso al momento l’utilizzo dei vaccini. L’esecutivo ribadisce che l’unica strategia percorribile resta l’applicazione rigorosa dei protocolli esistenti, basati su isolamento, controllo dei movimenti e abbattimento degli animali infetti. In Parlamento, il viceministro dell’Agricoltura Christos Kellas ha sottolineato che non esiste attualmente un vaccino contro il vaiolo ovino e caprino approvato dall’Unione Europea, aggiungendo che l’impiego di prodotti utilizzati in altri Paesi comprometterebbe lo status della Grecia come esportatore.
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