Alert sanitari
02 Marzo 2026Oltre 70 casi sono stati segnalati in dieci Paesi europei tra viaggiatori rientrati dall’arcipelago. Il rischio di trasmissione locale è ritenuto basso per le condizioni climatiche sfavorevoli ai vettori Aedes

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha segnalato, da novembre 2025, oltre 70 casi di chikungunya notificati in dieci Paesi europei tra viaggiatori rientrati dalle Seychelles, indicando una trasmissione attiva nell’arcipelago dell’Oceano Indiano ma una probabilità attuale bassa di diffusione locale in Europa a causa delle condizioni climatiche invernali sfavorevoli alle zanzare vettori.
Aumento dei casi importati in Europa
Secondo l’Ecdc, l’incremento dei casi tra i viaggiatori europei riflette una circolazione sostenuta del virus chikungunya nelle Seychelles, con un aumento rispetto ai mesi precedenti del 2025. Il fenomeno si inserisce in un contesto epidemiologico più ampio caratterizzato da maggiore attività del virus nell’area dell’Oceano Indiano, dove nel 2025 sono stati segnalati focolai rilevanti anche a Mauritius, Comore e nei territori ultraperiferici dell’Unione europea di Réunion e Mayotte.
Le autorità sanitarie locali indicano che, nell’arcipelago delle Seychelles, il virus risulta attualmente più diffuso rispetto ad altre arbovirosi trasmesse da vettori, configurando un rischio elevato di infezione per i viaggiatori diretti nella regione, soprattutto nel periodo di maggiore afflusso turistico tra febbraio e aprile.
Rischio di trasmissione locale e ruolo dei vettori Aedes
L’Ecdc ritiene attualmente bassa la probabilità di trasmissione autoctona nel continente europeo a seguito del rientro di viaggiatori infetti. Tale valutazione è legata alle condizioni climatiche invernali che limitano l’attività delle zanzare del genere Aedes, principali vettori del virus chikungunya.
Nonostante il rischio ridotto nel breve periodo, l’agenzia europea raccomanda il rafforzamento delle misure di prevenzione individuale contro le punture di zanzara per i viaggiatori diretti nelle aree interessate. Tra le misure indicate figurano l’uso di repellenti, la permanenza in ambienti schermati o climatizzati, l’impiego di zanzariere e l’utilizzo di abbigliamento protettivo. La vaccinazione può essere valutata secondo le indicazioni nazionali dei Paesi di provenienza.
Quadro clinico e sorveglianza epidemiologica
I sintomi della chikungunya possono comparire anche dopo il rientro dal viaggio e comprendono febbre, cefalea, nausea, vomito e marcati dolori muscolo-articolari. L’Ecdc raccomanda ai viaggiatori che sviluppano sintomi entro tre settimane dal rientro di rivolgersi al medico, segnalando la recente permanenza all’estero e adottando misure per evitare ulteriori punture di zanzara, al fine di ridurre il rischio di eventuale trasmissione locale.
L’agenzia europea ha comunicato che proseguirà il monitoraggio dell’evoluzione epidemiologica nell’area dell’Oceano Indiano e dei casi importati in Europa, fornendo aggiornamenti attraverso i propri canali istituzionali.
TAG: ARBOVIROSI, CHIKUNGUNYA, ECDC, SEYCHELLES, ZANZARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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