Alert sanitari
25 Febbraio 2026L’infezione resta confinata alla fauna selvatica ma l’area ad alto rischio si estende verso sud. Rafforzata la sorveglianza attorno a Barcellona: droni, trappole e abbattimenti selettivi per proteggere gli allevamenti suinicoli

Crescono in Catalogna i casi di Peste suina africana (Psa) nei cinghiali selvatici, saliti a 162 in sette municipalità dell’area metropolitana di Barcellona, senza coinvolgimento degli allevamenti. Le autorità regionali hanno ampliato la zona ad alto rischio e intensificato le misure di contenimento, puntando a evitare il passaggio del virus al comparto suinicolo.
Casi in aumento nei cinghiali selvatici
La diffusione della Psa tra i cinghiali continua a destare preoccupazione in Spagna, in particolare nella regione della Catalogna. Secondo gli ultimi aggiornamenti ufficiali, i casi confermati nella fauna selvatica hanno raggiunto quota 162, distribuiti in sette municipalità attorno a Barcellona.
L’infezione, rilevata inizialmente nel novembre 2025 con pochi episodi sporadici, mostra ora un’evoluzione epidemiologica più marcata, pur restando confinata esclusivamente agli animali selvatici e senza segnalazioni negli allevamenti suinicoli.
Estesa la zona ad alto rischio verso sud
Per contenere la circolazione del virus, le autorità catalane hanno ampliato la cosiddetta “zona interna” ad alto rischio in direzione sud, includendo nuove aree come Sant Feliu de Llobregat, oltre a municipalità già coinvolte quali Sant Cugat del Vallès, Cerdanyola del Vallès, Terrassa, Rubí e Molins de Rei.
L’espansione dell’area di restrizione serve a confinare l’infezione e a ridurre la probabilità di ulteriore dispersione del virus al di fuori del perimetro attualmente interessato dal focolaio.
“Era prevedibile che a un certo punto uno dei cinghiali si sarebbe spostato verso sud”, ha detto durante una conferenza stampa il capo del dipartimento dell’agricoltura della Catalogna, Oscar Ordeig, aggiungendo che tra le misure adottate rientrano disinfezione, raccolta e gestione delle carcasse di cinghiale, e ricerche con droni.
Strategie di contenimento
Le misure di controllo adottate si concentrano principalmente sulla gestione della popolazione di cinghiali, considerata il principale serbatoio epidemiologico della malattia. Le azioni di intervento includono:
● catture con trappole e abbattimenti selettivi;
● rafforzamento di recinzioni e barriere naturali o artificiali;
● ricerca attiva delle carcasse e smaltimento in sicurezza;
● monitoraggio con droni e stima della densità della popolazione selvatica.
Questi interventi puntano a ridurre la pressione virale sul territorio e a limitare i contatti indiretti con le aree agricole e zootecniche.
Sorveglianza continua per proteggere gli allevamenti suinicoli
Nonostante l’assenza di casi negli allevamenti, la sorveglianza veterinaria resta attiva 24 ore su 24 per prevenire il salto di specie dal cinghiale domestico ai suini allevati, evento che avrebbe conseguenze sanitarie ed economiche rilevanti.
La Psa non rappresenta un rischio per la salute umana, ma la sua elevata contagiosità tra suini e cinghiali può determinare gravi impatti sul commercio internazionale e sulla filiera suinicola.
La Spagna, primo produttore di carne suina dell’Unione europea e responsabile di circa un quarto della produzione del blocco, guarda quindi con particolare attenzione all’evoluzione del focolaio catalano, consapevole delle possibili ripercussioni sul settore e sulle esportazioni.
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