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Alimentazione

12 Febbraio 2026

Cbd come nuovo alimento, Efsa fissa livello di sicurezza provvisorio

Per gli adulti indicata una soglia di 0,0275 mg/kg al giorno, ma restano lacune su fegato, sistema endocrino e riproduttivo. La sicurezza non è definita per under 25, gravidanza e soggetti in terapia farmacologica

di Redazione Vet33


Cbd come nuovo alimento, Efsa fissa livello di sicurezza provvisorio

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha definito per la prima volta un livello di assunzione sicuro, seppur provvisorio, per il cannabidiolo (Cbd) come nuovo alimento. Il gruppo di esperti NDA dell’Efsa ha fissato la soglia a 0,0275 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, pari a circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 kg. Tuttavia, l’Autorità sottolinea che persistono significative lacune nei dati tossicologici e clinici, che impediscono una valutazione definitiva della sicurezza.

Cbd come novel food

La Commissione europea ha stabilito che il Cbd può essere qualificato come nuovo alimento (“novel food”), a condizione che rispetti i requisiti previsti dalla normativa Ue in materia.

L’aggiornamento pubblicato dall’Efsa riguarda esclusivamente l’uso del Cbd negli integratori alimentari e non altre categorie di prodotti. La valutazione si inserisce nel percorso autorizzativo previsto per i nuovi alimenti, che richiede una specifica analisi del rischio per ciascun dossier presentato dai richiedenti.

Il livello di sicurezza provvisorio

Il valore individuato – 0,0275 mg/kg di peso corporeo al giorno – è definito “provvisorio” perché basato su evidenze incomplete.

Quando i dati disponibili non sono sufficienti per una conclusione definitiva, l’Efsa può applicare un fattore di sicurezza supplementare (fattore di incertezza) per tutelare la salute pubblica. Questo approccio prudenziale consente di fissare una soglia temporanea in attesa di ulteriori studi.

L’Autorità ha precisato che il livello potrà essere rivisto quando saranno forniti nuovi dati tossicologici o clinici, sia dai richiedenti sia attraverso studi pubblicati nella letteratura scientifica.

Il livello di sicurezza provvisorio si applica esclusivamente a:
● formulazioni di integratori alimentari contenenti CBD con purezza ≥ 98%;
● prodotti privi di nanoparticelle;
● processi produttivi ritenuti sicuri;
● assenza di genotossicità dimostrata.

Non si tratta quindi di una valutazione generalizzata per tutte le forme commerciali di Cbd presenti sul mercato.

Gli esperti hanno concluso che, allo stato attuale delle conoscenze, la sicurezza del Cbd non può essere stabilita per persone di età inferiore ai 25 anni, donne in gravidanza o in allattamento, e soggetti che assumono terapie farmacologiche. Questi gruppi restano pertanto esclusi da qualsiasi valutazione di sicurezza.

Le lacune nei dati

L’Efsa ha ribadito le criticità già evidenziate nella dichiarazione del 7 giugno 2022, in particolare per quanto riguarda possibili effetti epatici, l’impatto sul sistema endocrino, effetti sul sistema nervoso e potenziali conseguenze sul sistema riproduttivo.

Secondo l’Autorità, spetta ai richiedenti colmare tali lacune fornendo studi adeguati. A tal fine, Efsa aveva già organizzato una sessione informativa nel 2022 e prevede un ulteriore webinar nel mese di aprile per supportare la presentazione dei dati mancanti.

L’Efsa procederà ora alla valutazione del rischio per ciascuna domanda di autorizzazione al Cbd come nuovo alimento, basandosi esclusivamente sui dati presentati nei singoli dossier.

TAG: CBD, EFSA, NOVEL FOOD

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