Animali selvatici
22 Gennaio 2026È stato colpito con pallini da caccia un esemplare di una delle specie più minacciate al mondo. In Abruzzo avvistati due individui per la prima volta da mezzo secolo

Un esemplare di ibis eremita, specie a rischio di estinzione a livello globale, è stato ritrovato ferito da colpi di fucile nelle campagne di Penne, in provincia di Pescara. L’uccello, con gravi lesioni a un’ala provocate da pallini da caccia, è stato soccorso da un privato cittadino e trasferito alla Riserva naturale regionale Lago di Penne, prima del ricovero in una struttura veterinaria di Montesilvano, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. L’episodio assume un rilievo particolare perché si tratta di uno dei due ibis eremita avvistati recentemente nell’area. Un evento eccezionale, che non si verificava da circa cinquant’anni.
La presenza di due ibis eremita tra la vallata del fiume Pescara e Penne era stata segnalata nei giorni scorsi dal WWF, che aveva sottolineato il carattere straordinario dell’evento. La specie, un tempo relativamente diffusa in Europa meridionale, Nord Africa e Medio Oriente, ha subito un calo stimato intorno al 98% dall’inizio del Novecento, soprattutto a causa della caccia illegale e di altre pressioni antropiche. Oggi ne sopravvivono nel mondo meno di mille esemplari, tra popolazioni selvatiche e colonie semi-selvatiche sostenute da progetti di conservazione.
L’ibis rinvenuto a Penne presentava ferite compatibili con colpi d’arma da fuoco, in particolare a un’ala, che ne compromettevano la capacità di volo. Dopo le prime cure nella riserva, è stato trasferito in una clinica veterinaria specializzata per un intervento chirurgico. Uno dei due esemplari avvistati, inoltre, risulta dotato di anello identificativo e di un localizzatore Gps, oggi non più attivo, elemento che fa pensare a un individuo proveniente da programmi di tutela e reintroduzione.
Durissime le parole di Fernando Di Fabrizio, presidente di Cogecstre, la cooperativa che gestisce la riserva naturale:
CITATI: FERNANDO DI FABRIZIO“È la prima volta in cinquant’anni che l’Ibis eremita arriva in questa riserva” spiega Di Fabrizio. “Quelli che hanno sparato sono dei veri criminali. È una vergogna, una cosa terribile. I due esemplari sono stati avvistati un paio di mesi fa, ma noi non abbiamo divulgato la notizia. Evidentemente i due uccelli si erano allontanati dall’area protetta, sempre presidiata, e qualcuno si è divertito a fare questo scempio. Domani andremo a cercare l’esemplare più grande, sperando che non sia caduto vittima di questi delinquenti”.
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