One Health
08 Gennaio 2026Le sostanze chimiche sono parte integrante della filiera alimentare: la maggior parte è sicura, ma alcune richiedono valutazioni rigorose. Con il nuovo Green Deal europeo, l’Ue introduce un modello di valutazione centralizzata per rendere più efficace e trasparente la gestione

Tutti gli alimenti, che siano destinati all’uomo o agli animali, sono composti da sostanze chimiche, molte delle quali sono essenziali e benefiche per l’alimentazione. Altre, invece, possono presentare proprietà tossicologiche e richiedono controlli rigorosi per garantire sicurezza, salute pubblica e tutela dell’ambiente. In Europa questo compito è affidato all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che fornisce valutazioni scientifiche alla base delle decisioni normative. Con l’entrata in vigore delle nuove regole Ue, come parte del pacchetto “One substance – One assessment”, l’Europa punta a coordinare e semplificare la gestione delle sostanze chimiche lungo tutta la catena alimentare. Ecco cosa cambia per medici veterinari, zootecnici e sicurezza alimentare.
Le sostanze chimiche negli alimenti non sono tutte uguali e non sono tutte pericolose. Possono essere suddivise in tre grandi categorie:
● sostanze aggiunte intenzionalmente: additivi alimentari, enzimi e aromi, integratori nutrizionali, sostanze e preparati di origine botanica;
● residui lungo la filiera: prodotti fitosanitari, additivi per mangimi, materiali a contatto con alimenti;
● contaminanti: contaminanti ambientali (diossine, PCB, ritardanti di fiamma bromurati), metalli pesanti, contaminanti naturali (micotossine, aflatossine), contaminanti da processo (acrilammide).
Nel quadro del Green Deal europeo (pubblicato a dicembre 2019), l’Ue ha introdotto il modello “One substance – One assessment” (Osoa) per rendere più semplice il sistema normativo, più efficiente e più prevedibile e trasparente la gestione del rischio. Oltre a Efsa, l’iniziativa coinvolge l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), l’Agenzia europea per i medicinali (Ema), l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) e la Commissione europea.
Le proposte vertono su un meccanismo di centralizzazione delle informazioni, riduzione dei costi, migliore coordinamento e distribuzione dei compiti tra le agenzie, nonché l’accesso a tutti i dati disponibili presentati nel medesimo formato.
Il 1° gennaio 2026 sono entrate in vigore due nuove normative a supporto dell’Osoa:
• il Regolamento (Ue) 2025/2455 del 26 novembre 2025, che istituisce una piattaforma comune di dati sulle sostanze chimiche, stabilisce norme per garantire che i dati siano rintracciabili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili, e istituisce un quadro di monitoraggio e prospettiva per le sostanze chimiche.
• il Regolamento (Ue) 2025/2457 del 26 novembre 2025, che modifica il Regolamento Alimentare 178/2002 per quanto riguarda la riassegnazione di compiti scientifici e tecnici e il miglioramento della cooperazione tra le agenzie dell’Unione nel settore delle sostanze chimiche.
L’attenzione maggiore si rivolge allo sviluppo di una Piattaforma comune europea di dati sulle sostanze chimiche (Eu-Cdpc). L’Echa è incaricata di istituire questa piattaforma con il supporto di altre agenzie, tra cui l’Efsa, che dovrà essere operativa e includere i set minimi di dati entro fine 2028. La piena integrazione di tutti i dati esistenti e di quelli nuovi dovrà essere completata in 10 anni, quindi entro la fine del 2036.
L’Efsa fornisce una consulenza scientifica indipendente alla Commissione europea, al Parlamento e agli Stati membri per quanto riguarda la sicurezza delle sostanze prima che vengano autorizzata dall’Ue, valutazioni dei contaminanti pericolosi, definisce i limiti di esposizione e si occupa della gestione del rischio lungo tutta la filiera alimentare. Le sue valutazioni si basano su metodologie riconosciute a livello internazionale.
L’Efsa esegue valutazioni del rischio su un ampio ventaglio di sostanze, comprese quelle che vengono aggiunte intenzionalmente agli alimenti e mangimi, sui residui chimici che possono essere presenti negli alimenti e nei mangimi a causa della produzione, della distribuzione, dell’imballaggio o del consumo, e sulle sostanze che potrebbero essere presenti in alimenti e mangimi per contatto con l’ambiente.
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