Mercato
23 Ottobre 2025La Competition and Markets Authority britannica propone 21 misure per aumentare la trasparenza dei prezzi e tutelare i proprietari di animali: nel settore, i costi sono cresciuti del 63% dal 2016

L’Autorità britannica per la concorrenza e i mercati (Competition and Markets Authority, Cma) ha proposto una serie di riforme per migliorare la trasparenza dei prezzi e rendere più equo l’accesso alle cure veterinarie nel Regno Unito, un mercato del valore di circa 8 miliardi di dollari. Secondo l’indagine, i proprietari di animali domestici pagano in media il 17% in più nelle grandi catene rispetto alle cliniche indipendenti, con un aumento complessivo dei prezzi del 63% tra il 2016 e il 2023.
L’Autorità garante della concorrenza britannica ha elaborato 21 misure per riformare il settore, tra cui l’obbligo per le aziende veterinarie di pubblicare listini prezzi completi, l’introduzione di un sito web per il confronto dei costi e un tetto massimo di 16 sterline per le tariffe delle prescrizioni.
“I proprietari di animali domestici sono spesso lasciati all’oscuro, non sapendo se il loro studio è indipendente o fa parte di una catena, né quale sia un prezzo equo”, ha affermato Martin Coleman, presidente del gruppo di inchiesta della Cma.
I risultati della Cma sono stati sostanzialmente in linea con le aspettative e non hanno portato sorprese negative, hanno affermato gli analisti, attenuando l’incertezza che ha messo sotto pressione le azioni dei gruppi di servizi veterinari.
Dopo la pubblicazione dei risultati preliminari, infatti, le azioni del Gruppo Cvs, che gestisce circa 470 cliniche veterinarie nel Regno Unito e in Australia, sono aumentate fino al 18%, mentre Pets At Home, un altro dei grandi gruppi veterinari, ha registrato un rialzo del 4,5%.
Gli analisti di RBC Capital hanno definito le proposte un passo avanti verso una maggiore trasparenza che “dovrebbe finalmente eliminare l’eccesso di risorse dal settore”, senza produrre alcun disinvestimento, ma rendendo il mercato più competitivo per i prodotti farmaceutici veterinari.
Secondo i dati del Cma, i prezzi medi nel settore veterinario sono cresciuti molto più dell’inflazione (+63% tra 2016 e 2023), spingendo molti proprietari a rinunciare a cure o trattamenti. Le grandi catene veterinarie applicano in media tariffe superiori del 17% rispetto alle strutture indipendenti, confermando uno squilibrio strutturale nel mercato.
La Cma ha annunciato che la decisione definitiva sulle riforme arriverà entro marzo 2026, ma alcune misure potrebbero entrare in vigore già entro la fine dell’anno prossimo.
Il Gruppo Cvs ha già fatto sapere di voler introdurre alcune delle proposte, come la pubblicazione di listini standardizzati, pur contestando la necessità di alcune misure.
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