One Health
22 Ottobre 2025Al Forum Sistema Salute di Firenze, il medico veterinario Alberto Mantovani richiama l’urgenza di rafforzare l’approccio One Health: “Serve una sanità integrata e formazione veterinaria più interdisciplinare”

“Purtroppo il 70% delle malattie infettive emergenti ha un carattere zoonotico, cioè si trasmette dagli animali all’uomo o trova negli animali un serbatoio naturale”. A ricordarlo è stato Alberto Mantovani, medico veterinario del Centro Studi Kos – Scienza Arte Società, intervenuto al Forum Sistema Salute alla Stazione Leopolda di Firenze. Un dato che riporta l’attenzione sul ruolo centrale della medicina veterinaria nella prevenzione delle malattie emergenti e nella tutela della salute pubblica.
“Le cause di questa crescita – ha spiegato Mantovani – sono legate ai cambiamenti negli ecosistemi. La frammentazione degli habitat dovuta all’espansione delle attività umane porta alcune specie come volpi, cinghiali o pappagalli urbani a entrare sempre più in contatto con il nostro ambiente di vita e con gli animali d’allevamento, aumentando così la probabilità di scambio e ricombinazione genetica di agenti infettivi”.
Una tendenza che riflette quanto l’equilibrio tra uomo e fauna selvatica sia sempre più fragile, con conseguenze dirette sulla diffusione di virus zoonotici.
Oltre alle zoonosi, un altro fronte di preoccupazione riguarda la contaminazione alimentare da sostanze chimiche persistenti.
“I principali contaminanti emergenti oggi sono le sostanze perfluoroalchiliche, i cosiddetti Pfas” ha ricordato Mantovani. “Queste sostanze, che non si degradano nell’ambiente, si accumulano negli organismi viventi e arrivano a noi soprattutto attraverso gli alimenti di origine animale. Grazie al lavoro dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), sono stati finalmente introdotti limiti massimi tollerabili di Pfas negli alimenti, con controlli ufficiali su tutto il territorio europeo”.
Secondo Mantovani, la risposta a queste sfide deve essere integrata:
“Serve rafforzare la cultura della One Health, un approccio che unisce salute umana, animale e ambientale. La chiave è la prevenzione e il medico veterinario è centrale in questo sistema. Ma deve essere formato anche in ecologia, gestione dei dati ed epidemiologia, per affrontare con un approccio moderno i rischi sanitari globali”.
“Il servizio veterinario – ha concluso Mantovani – è parte integrante della sanità pubblica italiana e rappresenta un grande valore del nostro Paese. Tuttavia, questo ruolo va rinnovato: non possiamo sederci sulle vecchie glorie, serve un investimento nella formazione e nella visione interdisciplinare della salute”.
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