Cani
12 Settembre 2025Il 17 settembre si insedierà il gruppo di coordinamento per definire percorsi, requisiti e tutele per i cani che supportano persone con disabilità fisiche, cognitive e mentali

Il 17 settembre si riunirà per la prima volta il tavolo tecnico istituito dal Ministero per la Disabilità per definire regole e percorsi formativi dedicati al riconoscimento ufficiale del ruolo dei cani di assistenza. La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) parteciperà ai lavori con la dottoressa Fulvia Ada Rossi, in un percorso che mira a colmare il vuoto normativo e garantire qualità, benessere e tutela per i cani che supportano persone con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive.
Con il termine “cani d’assistenza” si indicano tutti i cani che assistono persone con disabilità fisiche, cognitive o mentali, svolgendo alcune funzioni che l’individuo con disabilità non può eseguire autonomamente.
Si tratta di un termine che include, tra gli altri, i cani guida per ciechi e ipovedenti, i cani per sordi, i cani d’assistenza alla mobilità, i cani d’assistenza per disturbi da stress post-traumatico, per l’autismo e i disturbi dello sviluppo, i cani da allerta/risposta medica.
Il prossimo 17 settembre si riunirà il Gruppo di coordinamento relativo al Tavolo tecnico per il riconoscimento e la regolamentazione del settore di cani di assistenza istituito dal Ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli. Per Fnovi parteciperà la dottoressa Fulvia Ada Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Trieste, nonché Revisore dei conti supplente della Federazione.
Ad oggi non esiste una norma che faccia riferimento ai cani di assistenza. La disciplina di riferimento è la Legge 37/1974, integrata negli anni con successive modificazioni (Legge 376/1988 e Legge 60/2006).
Negli anni sono emerse alcune criticità: l’assenza di una regolazione e conseguente riconoscimento dei percorsi di specifico addestramento degli animali; la mancanza di una attestazione del percorso seguito con valore univoco; il disconoscimento del fatto che l’animale da assistenza possa essere utile, se adeguatamente addestrato, anche per compromissioni differenti da quella visiva.
La Legge di Bilancio dello scorso dicembre (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto 6 commi che hanno posto le premesse per una successiva regolamentazione dell’ambito dei cani da assistenza. In particolare, è prevista l’adozione di un Decreto del Ministro della Salute e del Ministro per le Disabilità, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, al quale è demandata:
● la definizione delle compromissioni e delle patologie della persona in relazione alle quali i cani di assistenza possono essere addestrati e tesserati, con la conseguente applicazione delle disposizioni di cui alla legge n. 37 del 1974 nell’ambito delle compromissioni e delle patologie in oggetto sono espressamente inclusi le compromissioni della vista e dell’udito, le disabilità motorie, il diabete, l’epilessia e i disturbi del neurosviluppo; il decreto dovrà inoltre definire gli eventuali criteri di esclusione;
● la definizione delle procedure per il riconoscimento dei soggetti abilitati alla formazione dei cani di assistenza e delle modalità di istituzione di un registro dei medesimi soggetti, nonché l’individuazione dei requisiti di questi ultimi, anche con riferimento alla qualificazione delle figure operanti in tale settore di attività;
● l’individuazione dei percorsi di addestramento dei cani di assistenza e delle misure atte a garantirne la salute e il benessere;
● la definizione delle caratteristiche del tesserino identificativo dei cani di assistenza, rilasciato, dai soggetti formatori nelle more e al termine dell’addestramento nonché delle modalità operative per la registrazione dei cani di assistenza nel Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia (SINAC);
● l’individuazione degli enti con funzioni di controllo e di monitoraggio, deputati al riconoscimento dei soggetti formatori dei cani di assistenza, alla tenuta del registro summenzionato e alla valutazione periodica dei medesimi soggetti formatori, nonché la definizione delle misure da attuare in caso di valutazione negativa o di riscontrata non conformità del servizio offerto.
Al tavolo è affidato il comporto di lavorare per vedere riconosciuto il servizio svolto da tutti quei cani che assistono persone con disabilità fisiche, cognitive o mentali.
CITATI: ALESSANDRA LOCATELLI, FULVIA ADA ROSSISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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