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07 Settembre 2025

Legge Brambilla, il bilancio a due mesi: oltre 100 interventi e sanzioni più severe per chi maltratta gli animali

A due mesi dall’entrata in vigore, la legge contro i reati sugli animali mostra i primi risultati: segnalazioni in crescita, forze dell’ordine più attive e sanzioni applicate in tutta Italia

di Redazione Vet33


Legge Brambilla, il bilancio a due mesi: oltre 100 interventi e sanzioni più severe per chi maltratta gli animali

Dopo due mesi dall’entrata in vigore della cosiddetta legge Brambilla, il 1° luglio 2025, in tutta Italia si contano già oltre cento interventi di forze dell’ordine e Procure, con decine di segnalazioni da parte dei cittadini e sanzioni applicate per reati come maltrattamento, abbandono e detenzione di cani alla catena. Un cambio di passo che segna l’inizio di una nuova stagione nella tutela degli animali, come sottolinea l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, prima promotrice della riforma che porta il suo nome.

Un bilancio positivo: centinaia di segnalazioni

L’Onorevole Michela Vittoria Brambilla, Presidente della Lega italiana per i Diritti degli Animali e dell’Ambiente, esprime molta soddisfazione e traccia un bilancio a due mesi dall’entrata in vigore della legge, citando oltre 100 tra segnalazioni alla Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (Leidaa) e alle mobilitazioni degli attivisti sul territorio, con altrettanti interventi delle forze dell’ordine, che hanno agito in maniera risolutiva e con rapidità.

“La legge Brambilla funziona ed è una grande vittoria per l'Italia, perché da quando il primo luglio è entrata in vigore sono centinaia le situazioni che hanno visto i cittadini segnalare maltrattamenti o reati ai danni degli animali e le forze dell’ordine intervenire immediatamente” spiega l’onorevole Brambilla. “Oggi l’Italia ha una normativa che la pone all’avanguardia in Europa per il modo in cui gli animali sono tutelati e per i diritti che vengono a loro riconosciuti”.

I reati più segnalati

Con la riforma, gli animali non sono più considerati solo un oggetto di compassione ma sono diventati dei veri e propri soggetti senzienti, portatori di diritti giuridici, tutelati in particolare attraverso l’inasprimento delle pene. 

“La legge ha subito richiamato l’attenzione su reati, a torto e per troppo tempo considerati minori. Dal 1° luglio, in meno di due mesi, la cronaca nazionale e locale ha raccontato decine e decine di episodi: segnalazioni dei cittadini, interventi delle forze dell’ordine, denunce delle Procure, prime condanne e sanzioni amministrative. Non sono ancora numeri definitivi ma è evidente che quest’estate la ‘legge Brambilla’ è stata chiamata in causa, invocata e applicata in un numero di casi molto importante e ha significato una vera e propria svolta per la tutela degli animali nel nostro Paese. Ma questo non significa che la crudeltà sia improvvisamente aumentata: bensì che finalmente gli episodi non passano più sotto silenzio, che i cittadini denunciano di più e che le autorità hanno uno strumento efficace e lo usano. Davvero una grande vittoria”, commenta l’on. Brambilla.

Tra i reati più contestati, l’abbandono di animali (art. 727 CP) con morte degli stessi, a cui seguono 3 anni di reclusione e fino a 45mila euro di multa; l’abbandono (art. 727), con un anno di arresto o ammenda tra5 mila e 10mila euro; il maltrattamento (544-ter), da sei mesi a 2 anni di reclusione e fino a 30mila euro di multa, con un aumento della metà della pena se si verifica la morte dell’animale (544-bis); l’uccisione con crudeltà prevede invece fino a 4 anni e 60mila euro. C’è anche, tra le novità, il reato di detenzione alla catena (art.10), punito con una sanzione amministrativa da 500 a 5mila euro. L’autorità giudiziaria può sempre decidere il sequestro e l’affidamento dell’animale ad associazioni o altri enti (art. 6), come è accaduto nel caso di Trieste.

Gli episodi più significativi

Vi sono stati episodi simbolici che hanno visto l’applicazione della legge Brambilla e hanno tracciato la rotta. 
Tra questi, l’intervento delle forze dell'ordine e della Procura per la morte del cane eroe Bruno a Taranto; il blitz dei carabinieri forestali a Mantova, che hanno liberato un cane rinchiuso in una gabbia al buio senza acqua né cibo; a Sassari la polizia ha denunciato il proprietario di un cane malnutrito, che ha sequestrato; a Fabbrico, in Emilia-Romagna, il caso di Diego, lasciato morire in un garage; a Taranto un uomo è stato denunciato per aver picchiato brutalmente il proprio cane davanti a testimoni; gli interventi a Bagno a Ripoli, a Palermo, con le carrozzelle trascinate da cavalli sotto il sole. E da ultimo anche i molti casi di cani legati a catena, come quello di Chieti, quello di Venezia, e altri, che hanno portato a multe di oltre 1.000 euro.

“Questa estate lo dimostra con chiarezza” conclude l’onorevole. “Siamo passati dallo ‘scandalo che indigna’ alla giustizia che funziona. Perciò Leidaa pratica una politica di ‘tolleranza zero’ e denuncia, ove ne ricorrano gli estremi, tutti i fatti che possano configurarsi come reati contro gli animali”.

CITATI: MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
TAG: MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, REATI CONTRO GLI ANIMALI

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