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22 Luglio 2025

Lumpy Skin Disease in Sardegna, crisi allevatori. Coldiretti chiede stato d’emergenza alla Regione

La malattia del bestiame sta mettendo in ginocchio la zootecnia sarda. Coldiretti invoca abbattimenti selettivi, ristori economici immediati, fondi per i costi da movimentazione bloccata e contratti di filiera con la Gdo per salvare il comparto

di Redazione Vet33


Lumpy Skin Disease in Sardegna, crisi allevatori. Coldiretti chiede stato d’emergenza alla Regione

La diffusione della Lumpy Skin Disease (Lsd) ha spinto Coldiretti Sardegna a chiedere l’attivazione immediata dello stato di emergenza. L’emergenza sanitaria, infatti, rischia di far collassare l’intero comparto bovino sardo. In una lettera inviata alla Presidente della Regione, Alessandra Todde, l’associazione chiede misure urgenti, tra cui abbattimenti selettivi, immediati ristori economici, supporto alle aziende colpite e trasparenza sull’efficacia del vaccino. 

Le richieste di Coldiretti

Coldiretti Sardegna ha inviato una lettera alla presidente della Regione per chiedere l’attivazione immediata dello stato di emergenza in seguito alla diffusione della Lsd, i cui focolai stanno mettendo in ginocchio l’intero comparto zootecnico dell’isola. Il documento, firmato dal Presidente Battista Cualbu e dal Direttore Luca Saba, elenca una serie di richieste precise e urgenti.

“La situazione è diventata ormai insostenibile – denuncia Coldiretti Sardegna – la tensione sociale è ormai arrivata alle stelle. Siamo di fronte a un vero e proprio bubbone che rischia di esplodere e del quale le istituzioni dovranno assumersi tutta la responsabilità. Le richieste avanzate dal mondo agricolo e zootecnico non possono essere ignorate ed è indispensabile un intervento immediato come da richieste Coldiretti per garantire sicurezza e ristabilire fiducia – rilancia l’associazione – dalla presidenza della Regione agli assessorati competenti, passando per i servizi veterinari e Asl, fino a tutte le forze dell’ordine e Prefetture: tutti devono prendere atto della gravità della situazione. Serve un atto urgente e concreto di responsabilità nei confronti degli allevatori, che stanno pagando il prezzo più alto di un’emergenza”. 

L’allarme, spiega l’organizzazione, nasce da una serie di assemblee territoriali culminate in una partecipata riunione a Nuoro, dove sono state raccolte le preoccupazioni, le difficoltà e le proposte degli allevatori.

“Coldiretti ha ascoltato le difficoltà, le perplessità e le proposte di soci e allevatori e si è fatta portavoce di una linea unitaria, frutto della capacità di tradurre in proposte concrete le esigenze del territorio” sottolineano Cualbu e Saba. “Serve una strategia straordinaria e condivisa. La gestione della malattia deve essere coerente con le evidenze scientifiche ma che siano tradotte in misure bilanciate alle necessità delle imprese e immediate per garantire continuità alle aziende e una prospettiva certa alla filiera”. 

Le richieste della filiera

Tra le richieste presentate: 
● una linea di abbattimenti che sia selettiva e non indiscriminata, in conformità con le indicazioni dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo;
● un fondo di ristoro immediato per compensare i danni economici derivanti dagli abbattimenti e dalla vaccinazione, con indennizzi calcolati sui prezzi correnti del mercato bovino;
● misure per sostenere i costi aggiuntivi causati dal blocco delle movimentazioni e dal mantenimento prolungato del bestiame in azienda;
● la costruzione di contratti di filiera solidi e stabili che coinvolgano anche la Grande Distribuzione Organizzata, per garantire un acquisto equo delle carni locali e tutelare il reddito degli allevatori;
● trasparenza e aggiornamenti costanti sull’andamento della malattia, sugli effetti del vaccino e sugli eventuali danni da esso provocati, con indennizzi accessibili e procedure snelle. 

CITATI: ALESSANDRA TODDE, BATTISTA CUALBU, LUCA SABA
TAG: ABBATTIMENTO SELETTIVO, COLDIRETTI, LUMPY SKIN DISEASE, REGIONE SARDEGNA, RISTORI, SARDEGNA, ZOOTECNIA

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