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Farmaci

07 Luglio 2025

Fip, cure ancora poco accessibili. Interrogazione parlamentare sull’uso di remdesivir e Gs-441524

L’Onorevole Stefania Ascari chiede chiarimenti al Ministero della Salute sui costi, la somministrazione e la distribuzione del remdesivir per la cura della peritonite infettiva felina. Si sollecita anche l’autorizzazione del Gs-441524, ritenuto più economico e gestibile

di Redazione Vet33


Fip, cure ancora poco accessibili. Interrogazione parlamentare sull’uso di remdesivir  e Gs-441524

Nonostante la recente autorizzazione ministeriale all’uso veterinario di Veklury (principio attivo: remdesivir) per trattare la peritonite infettiva felina (Fip), la terapia resta di difficile accesso. A sollevare la questione è l’Onorevole Stefania Ascari (M5S), che nella seduta del 3 luglio ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministero della Salute chiarimenti su costi, modalità di distribuzione e somministrazione del farmaco. 

Una singola fiala, secondo le stime, potrebbe costare circa 700 euro e richiedere somministrazione endovenosa esclusivamente in strutture veterinarie attrezzate, sollevando problemi economici e logistici per molte famiglie. L’on. Ascari chiede anche se siano previste agevolazioni per i proprietari in difficoltà e se il Ministero intenda autorizzare l’uso del GS-441524, principio attivo impiegato all’estero per la Fip, ritenuto più accessibile e somministrabile per via orale.

I punti dell’interrogazione

L’On. Stefania Ascari ha rivolto al Ministero della Salute nuovi interrogativi circa l’effettiva disponibilità del farmaco Veklury recentemente approvato per la cura della Fip, i costi per le famiglie, la somministrazione e le implicazioni pratiche della sua prescrizione.

Secondo prime informazioni, infatti, “una singola fiala di Veklury dovrebbe costare circa 700 euro, ma non è noto quante fiale siano necessarie per completare un ciclo terapeutico né quale sia la durata terapeutica della singola dose, né se vi saranno modalità di erogazione agevolate”.
Inoltre, tale medicina può “essere somministrato esclusivamente per via endovenosa, rendendo quindi indispensabile l’intervento di cliniche veterinarie attrezzate, con potenziali problemi di accessibilità per molte famiglie, soprattutto in territori carenti di strutture veterinarie specialistiche”.
Al contrario, invece, autorizzare il principio attivo GS-441524, già in uso in altri Paesi per il trattamento della Fip, permetterebbe una somministrazione più semplice e costi potenzialmente inferiori. 

Fatte queste premesse, l’on. Ascari e l’on. Susanna Cherchi, chiedono al Ministero:
● il prezzo di vendita al pubblico della singola fiala e se siano previste forme di calmierazione dei costi, rimborsi o agevolazioni per famiglie in difficoltà economica;
● il numero medio di fiale necessarie per completare un ciclo terapeutico per la cura sulla base dei protocolli sperimentali o delle evidenze cliniche disponibili;
● le e modalità di distribuzione e vendita del farmaco, se sarà disponibile nelle farmacie veterinarie, presso le strutture sanitarie pubbliche o unicamente attraverso canali ospedalieri autorizzati;
● se sia confermata l’obbligatorietà della somministrazione endovenosa e, in tal caso, se il Ministero intenda sostenere la formazione o il supporto alle strutture veterinarie per garantire l’accesso diffuso al trattamento sul territorio nazionale;
● infine, se il Ministero stia valutando, o intenda valutare, l’adozione di iniziative di competenza per l’autorizzazione all’uso del principio attivo GS-441524, riconosciuto da comunità scientifiche internazionali come efficace nel trattamento della Fip e più accessibile sia in termini economici che logistici.

CITATI: STEFANIA ASCARI, SUSANNA CHERCHI
TAG: FIP, GS-441524, MINISTERO DELLA SALUTE, REMDESIVIR

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