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02 Luglio 2025

Il Messico vieta gli spettacoli con delfini e balene. Addio a delfinari e show a scopo di lucro

Approvata all’unanimità la “Ley Mincho”: stop definitivo all’utilizzo di cetacei negli spettacoli in tutto il Paese. I 350 delfini in cattività dovranno essere trasferiti in recinti marini. Il Messico diventa il terzo Paese dell’America Latina a vietare questa forma di intrattenimento

di Redazione Vet33


Il Messico vieta gli spettacoli con delfini e balene. Addio a delfinari e show a scopo di lucro

Il 26 giugno, con 415 voti alla Camera e 99 al Senato, il Congresso messicano ha approvato all’unanimità la riforma della Ley General de Vida Silvestre che vieta l’uso di delfini, balene e altri mammiferi marini negli spettacoli, fissi o itineranti, su tutto il territorio nazionale. Una svolta storica nella tutela degli animali, che coinvolge anche i delfinari: le strutture dovranno chiudere e gli animali essere trasferiti in ambienti marini delimitati, non più in vasche o piscine di cemento. Il provvedimento, conosciuto come “Ley Mincho”, segna un cambio di paradigma nella relazione tra umani e cetacei, con un periodo di transizione di 18 mesi per la riconversione delle strutture e la tutela dei lavoratori. Vietato anche ogni utilizzo a fini di lucro: restano consentite solo attività di conservazione o ricerca scientifica. Il Messico si unisce così a Costa Rica e Cile nel vietare lo sfruttamento dei cetacei a scopo di intrattenimento.

Approvata la Ley Mincho

Il Congresso messicano ha approvato una riforma della Ley General de Vida Silvestre che vieta “l’uso di delfini e altri mammiferi marini in spettacoli, fissi o itineranti, su tutto il territorio nazionale”, come si legge nella nota ufficiale del Parlamento. La riforma introduce nuove disposizioni attraverso gli articoli 47 Bis 4, 60 Bis, 122 e 127, con l’obiettivo di “proteggere i mammiferi marini dall’utilizzo estrattivo e a fini di lucro”.
La nuova legge vieta esplicitamente anche i delfinari: gli esemplari attualmente in cattività dovranno essere trasferiti in recinti marini, abbandonando le vasche e le strutture in cemento. Secondo i dati del Parlamento messicano, il Paese ospita l’8% dei delfini in cattività del mondo, pari a circa 350 esemplari.

“Questo voto rappresenta un passo decisivo verso la fine dello sfruttamento di balene, delfini e altri mammiferi marini a scopo di intrattenimento”, ha dichiarato l’associazione Humane World for Animals, sottolineando che la nuova legge è “una risposta diretta alle schiaccianti prove di sofferenza degli animali e alla crescente richiesta di porre fine all’uso dei delfini per l’intrattenimento”.

Il provvedimento prevede un periodo di transizione di 18 mesi, durante il quale le strutture coinvolte dovranno cessare le attività di spettacolo e riconvertirsi, salvaguardando i lavoratori coinvolti. La legge ammette un’unica eccezione all’uso dei mammiferi marini, ovvero le “attività giustificate da fini di conservazione, recupero, reintroduzione o ripopolamento di specie in pericolo”.

Jerónimo Sánchez, Direttore generale dell’organizzazione Animal Heroes, associazione tra le promotrici della legge, ha dichiarato: “La Ley Mincho è una vittoria della ragione, della scienza e dell’empatia. Il Messico ha compiuto un passo deciso per lasciarsi alle spalle pratiche che perpetuano la sofferenza animale camuffata da intrattenimento.”

Il divieto di corride violente

A marzo 2025, l’Assemblea legislativa di Città del Messico ha approvato – con 61 voti a favore e un solo contrario – una proposta di legge che vieta le corride violente nella capitale. In base al provvedimento è ora illegale l’uccisione dei tori e l’uso di oggetti che potrebbero ferire gli animali: in particolare, i toreros possono continuare a utilizzare la cappa, il mantello presente nelle prime fasi dello spettacolo, e la “muleta”, il drappo più piccolo usato nelle fasi finali, mentre sono state eliminate le banderillas, le aste che vengono infilzate nel collo dell’animale.

TAG: BALENE, CETACEI, CORRIDA, DELFINI, MESSICO

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