Cani
29 Aprile 2025Dopo anni di sospetti, un pensionato è stato fermato per aver disseminato esche avvelenate e oggetti taglienti, causando oltre 50 decessi di animali. Tuttavia, le nuove norme contro i maltrattamenti non potranno essere applicate retroattivamente

Un pensionato sammarinese di 84 anni è stato arrestato con l’accusa di aver avvelenato decine di cani negli ultimi 15 anni, utilizzando esche contenenti veleni e oggetti letali. Secondo le autorità, l’uomo avrebbe provocato oltre 50 decessi, tra cui quelli di animali da compagnia e randagi, generando timore nella comunità di San Marino. Nonostante le prove raccolte, le nuove norme che inaspriscono le pene per i crimini contro gli animali non saranno applicabili retroattivamente, sollevando dubbi sull’entità della punizione.
È sospettato di aver avvelenato decine di cani nel corso degli anni, l’uomo di 84 anni fermato a San Marino il 18 aprile e arrestato il 26 al termine di un’indagine coordinata dalla Commissario della legge, Elisa Beccari, e condotta congiuntamente dalla Gendarmeria e dalla Polizia Civile. Si tratta di un commerciante sammarinese in pensione, che sarebbe stato ripetutamente sospettato di tali azioni contro gli animali nel corso degli anni.
Interrogato già diverse volte si è sempre detto innocente. In quest’occasione, però, in mano agli inquirenti vi sarebbero indizi precisi e concordati che portano al pensionato. A incastrarlo le telecamere di sorveglianza di un’area dove nei giorni scorsi si sono verificati nuovi episodi, con ben sette cani avvelenati, di cui uno morto per complicanze respiratorie e uno in gravi condizioni: la sua auto sarebbe stata vista transitare nei pressi delle zone in questione; inoltre, sarebbe stato visto mentre gettava via involucri compatibili con il confezionamento delle esche avvelenate.
Le attività investigative, svolte in stretta collaborazione tra il Reparto Operativo e di Polizia Giudiziaria della Gendarmeria e la Sezione Pronto Intervento della Polizia Civile, hanno quindi portato al sequestro di materiale probante. L’uomo è difeso d’ufficio dall’avvocata Margherita Albertini.
Negli ultimi mesi, si sono moltiplicati soprattutto sui social gli allarmi per esche avvelenate nei parchi sammarinesi. Secondo quanto raccolto dalla polizia, le esche erano spesso confezionate con formaggio o pasta di salsiccia contenente veleno per topi o per lumache ma anche chiodi o oggetti taglienti per indurre nell’animale una devastante emorragia. Nel 2011 fu anche sospesa un’esposizione canina a causa di tre decessi per avvelenamento. Stando alle accuse, l’uomo potrebbe essere responsabile di oltre 50 decessi
Il Consiglio Grande e Generale, ovvero il Parlamento della Repubblica di San Marino, ha approvato pochi giorni fa nuove norme che inaspriscono le pene per il maltrattamento e l’uccisione ingiustificata di animali, elevando quelle massime a un periodo da 3 mesi a 3 anni di reclusione. Ma la legge non ha effetto retroattivo e quindi varrà solamente per il futuro.
Resta l’immagine di Maya e Tea, due cagne meticce appartenenti a una socia dell’Associazione protezione animali sanmarinese (Apas), uccise nel giardino di casa nel giugno 2011 e diventate il simbolo della battaglia che gli animalisti hanno condotto.
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