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Animali selvatici

28 Aprile 2025

Vitelli sbranati dai lupi nelle Marche, cresce esasperazione degli allevatori. Aggredito un cane in Trentino

A Monte Grimano Terme, in provincia di Pesaro e Urbino, la Coldiretti chiede interventi urgenti e invoca il declassamento dello status di protezione del lupo da parte dell’Ue. A Dimaro Folgarida, vicino a Trento, un cane è stato aggredito nel giardino di casa

di Redazione Vet33


Vitelli sbranati dai lupi nelle Marche, cresce esasperazione degli allevatori. Aggredito un cane in Trentino

In una settimana, tre vitelli sono stati sbranati dai lupi a Monte Grimano Terme, nelle vicinanze di abitazioni. Gli allevatori marchigiani, già colpiti da un’ondata di predazioni con l’arrivo della primavera, denunciano l’insostenibilità della situazione. Per Coldiretti è necessario un intervento strutturale: servono una maggiore flessibilità nella gestione del lupo e il declassamento del suo status di protezione da parte dell’Unione Europea. Negli stessi giorni, in Trentino, un lupo ha aggredito un cane di piccola taglia dal giardino della sua abitazione, a Dimaro Folgarida, mentre il proprietario assisteva impotente alla scena. Si riaccende così il dibattito sulla convivenza tra uomini e grandi predatori, che si avvicinano sempre più vicini ai centri abitati.
 

I vitelli nelle Marche

Tre vitelli sono stati sbranati nel giro di una settimana a poche centinaia di metri dalle abitazioni. L’esasperazione è grande tra gli allevatori di Monte Grimano Terme (Pesaro e Urbino), che sono prese dall’inizio della primavera con un’ondata di predazioni, in seguito alla ripresa dei pascoli all’aperto del monte San Paolo. Nei giorni scorsi, gli allevatori hanno trovato le carcasse di due vitellini di un paio di settimane, mentre l’ultimo caso riguarda un vitellino nato nella notte e subito finito tra le fauci del branco. Nel secondo caso, non essendo stato trovato alcun segno della predazione, non è possibile richiedere il risarcimento del danno. Un ulteriore danno per un settore delicato quanto strategico per l’economia e la gestione delle aree interne.

“Molte aziende zootecniche – spiega Claudio Calevi, Direttore di Coldiretti Pesaro Urbino – stanno pensando di abbandonare perché l’allevamento all’aperto diventa sempre più un’attività piena di incognite e tenere gli animali in stalla significa far lievitare i costi, ridurre ulteriormente il reddito aziendale e diminuire il benessere animale”.

Negli ultimi tempi Coldiretti è riuscita a ottenere sostegni economici per la realizzazione di recinti per il ricovero notturno del bestiame, per l’acquisto e il mantenimento di cani da guardia, ma gli investimenti non bastano. Tra il 2017 e il 2024, la Regione Marche ha pagato quasi 760.000 euro di indennizzi agli allevatori per attacchi al bestiame di lupi o cani inselvatichiti. Solo lo scorso anno sono stati denunciati 199 animali uccisi tra pecore e capre (134), vitelli (25) e puledri (40) in 67 aziende zootecniche. Il 65% degli attacchi è avvenuto proprio nella provincia di Pesaro e Urbino: i Comuni più colpiti sono stati Serra Sant’Abbondio (11 casi), Pergola (9) e Cantiano (6).

“Per la gestione del lupo serve maggior flessibilità per gestire le concentrazioni critiche” continua Calevi. “Noi crediamo che tutti gli animali abbiano il diritto di vivere, anche quelli allevati. Il rischio vero oggi è la scomparsa dell’uomo dalle montagne e dalle aree interne. Anche per questo è importante la decisione della Commissione europea di proporre, lo scorso 7 marzo, una modifica alla direttiva Habitat per allinearsi al declassamento dello status di protezione del lupo da specie ‘strettamente protetta’ a solo ‘protetta’ previsto dalla Convenzione di Berna, entrata in vigore. Serve l’ok di Parlamento e Consiglio Ue per il via libera definitivo che farebbe comunque rimanere il lupo una specie protetta, ma darebbe la possibilità agli Stati membri di mantenere un livello più basso di protezione del lupo, se ritenuto necessario dalla legislazione nazionale” conclude il Presidente della Coldiretti locale.

Il caso del cane in Trenino

Mercoledì sera, a Dimaro Folgarida in Trentino, un lupo ha aggredito e trascinato via un cane di piccola taglia dal giardino di un’abitazione privata. Allertato dai guaiti, il proprietario, Andrea Guerrato, è intervenuto tentando inutilmente di recuperare l’animale. Il giorno seguente, il Corpo Forestale ha restituito al proprietario solo il collare insanguinato del cane.

“Non ho fatto in tempo nemmeno a urlare” ha raccontato Guerrato. “Il lupo ha morso Pepe e se l’è portato via nel bosco, nonostante le mie grida e il mio tentativo, in totale incoscienza, di inseguirlo con una torcia. Ho cercato per un’ora, ma non ho più visto né sentito nulla. Questa mattina il Corpo Forestale, che ringrazio, mi ha restituito solo il suo collare rosso, sporco di sangue”.
“Il giorno prima – continua l’uomo – c’erano lì cinque ragazzini di 12 anni. Ho i brividi al pensiero. Non chiedo nulla, ma credo che si stia perdendo il senso della realtà”.

L’episodio, che ha suscitato grande sgomento nella comunità locale, pone una seria riflessione sulla sicurezza delle aree montane e sulla crescente presenza dei lupi nei pressi dei centri abitati.

Il Sindaco di Dimaro Folgarida, Andrea Lazzaroni, ha commentato l’accaduto: “È un fatto grave che conferma quanto sia difficile la convivenza tra uomini e grandi predatori nei Paesi di montagna. Troppe volte da fuori valle arrivano lezioni e giudizi. Ma io mi chiedo: che cosa avrebbe potuto fare di più questa famiglia? Non ha forse il diritto di lasciare libero il proprio cane nel giardino di casa? Non sono stati sprovveduti. Sono vittime”.

CITATI: ANDREA GUERRATO, ANDREA LAZZARONI, CLAUDIO CALEVI
TAG: CANE, COLDIRETTI, LUPO, MARCHE, REGIONE MARCHE, TRENTINO, VITELLI

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