Mercato
07 Aprile 2025Il governo Usa introduce un dazio del 20% su tutti i salumi europei. L’export italiano negli Stati Uniti, terzo mercato per valore, rischia una brusca frenata. Assica: “Serve un’azione coordinata di tutela”

Con l’introduzione di un nuovo dazio del 20% annunciato dal Governo statunitense, l’export di salumi italiani verso gli Usa rischia di subire un drastico rallentamento. Nel 2024 le esportazioni verso il mercato americano – il terzo per importanza – avevano raggiunto 265 milioni di euro, con un incremento annuo del 20,4%. Ma ora, l’intera gamma dei salumi è nel mirino, in un momento già critico per il settore a causa delle limitazioni legate alla Peste suina africana.
Il mercato statunitense rappresenta il terzo mercato per dimensioni dell’export di salumi italiani e, a causa dei nuovi dazi annunciati dal Governo di Trump, rischia un duro colpo, in un momento già critico per le limitazioni dovute alla diffusione della Psa, con la conseguente chiusura di importanti mercati, primi su tutti il Giappone e la Cina. Nel 2024, le esportazioni di salumi verso gli Usa hanno raggiunto 20.188 tonnellate (+19,9%), per un valore di 265 milioni di euro (+20,4% rispetto al 2023).
“Questo nuovo onere, rappresenta una fonte di preoccupazione per le nostre imprese. L’aumento dei costi per i consumatori americani avrà sicuramente una incidenza negativa” ha dichiarato Lorenzo Beretta, Presidente dell’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi (Assica). “Se nel 2019 i dazi statunitensi colpirono solo alcune categorie di prodotti, come salami, mortadelle e alcune preparazioni cotte, oggi il provvedimento coinvolge l’intera gamma, con un impatto particolarmente grave sui prosciutti crudi che sono la categoria più esportata”.
“Il mercato statunitense – continua Beretta – che negli ultimi anni è quello che ha avuto un maggiore sviluppo e ha rappresentato anche un importante sbocco tra i Paesi terzi, rischia di vedere l’arresto di questa crescita, tornando ai risultati del 2022. Questa decisione del governo Usa rappresenta un ulteriore ostacolo per le nostre imprese, già messe alla prova da sfide sanitarie e commerciali”.
Per Assica è necessario aprire un dialogo con le istituzioni italiane ed europee per individuare strategie di supporto alle aziende del settore e tutelare la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali.
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