Alert sanitari
02 Aprile 2025In una lettera pubblicata su Nature Medicine, gli esperti avvertono sulla diffusione del virus mpox e sulle mutazioni che potrebbero renderlo più contagioso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita a rafforzare la sorveglianza

Mpox sta mostrando segni di trasmissione continua tra esseri umani, aumentando il rischio di focolai duraturi. Un gruppo di ricercatori dell’Università del Surrey ha pubblicato una lettera su Nature Medicine sottolineando di non sottovalutare il virus, che tradizionalmente si diffonde dagli animali all’uomo, ed evidenziando la sua attuale capacità di mutare e di adattarsi all’uomo. Il fenomeno desta preoccupazione per la sanità globale, in particolare per il potenziale impatto sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Tradizionalmente diffuso attraverso il contatto con animali infetti, il virus sta evolvendo verso una trasmissione sempre più frequente tra le persone. Un cambiamento che preoccupa gli esperti, i quali temono un’espansione delle catene di contagio e un aumento della gravità delle epidemie.
“I focolai più recenti dimostrano che il contatto intimo è ora un modo significativo di diffusione del virus. Questa possibilità di trasmissione sta portando a catene di trasmissione più lunghe e a focolai duraturi”, scrive Carlos Maluquer de Motes, docente di virologia molecolare. dell’Università del Surrey.
Mpox si manifesta con febbre, eruzioni cutanee dolorose e ingrossamento dei linfonodi. Gli studi più recenti hanno evidenziato che nel 36,75% dei casi l’infezione inizia con sintomi orali, come mal di gola e ulcere, prima della comparsa delle lesioni cutanee. Questo rende essenziale il ruolo dei professionisti sanitari nella diagnosi precoce e nella segnalazione dei casi sospetti.
“La presentazione orale più comune è il mal di gola, con altri segni di ulcere orali, ascessi tonsillari e lesioni faringee. È quindi prudente che tutti i dentisti siano vigili quando eseguono valutazioni della salute orale e gestiscano in modo appropriato il paziente se si sospetta che abbia Mpox tramite isolamento e collegamento con il team locale di prevenzione e controllo delle infezioni” suggeriscono gli autori della pubblicazione.
A preoccupare ulteriormente è l’aumento delle diverse varianti di tipo I, considerate più aggressive rispetto a quelle finora dominanti (clade IIb, che si era a sua volta diffuso molto rapidamente).
“Più a lungo questi virus circolano tra noi, più alte sono le possibilità che acquisiscano mutazioni che ne favoriscano l’adattamento all’uomo”, scrivono gli esperti.
Prima diffuso soprattutto in Africa centrale, dal 2022 il virus sta causando un’epidemia in tutto il mondo, provocando focolai in diversi Paesi subsahariani. Sebbene colpisca maggiormente gli adulti, i ricercatori sottolineano che ha il potenziale per diffondersi anche tra le altre fasce della popolazione, compresi i bambini, un gruppo a maggior rischio di contrarre malattie gravi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la comunità scientifica sollecitano investimenti in strumenti diagnostici rapidi, trattamenti antivirali più efficaci e una strategia di controllo globale.
“Il controllo dell’Mpox – aggiunge Maluquer de Motes – deve salire in cima all’agenda sanitaria globale. Abbiamo strumenti diagnostici limitati e ancora meno trattamenti antivirali. Abbiamo urgente bisogno di una migliore sorveglianza e di una capacità locale o regionale per produrre ciò di cui abbiamo bisogno, altrimenti siamo a rischio di future epidemie”.
Gli autori concludono che, se non si interviene subito a livello internazionale, con investimenti in test point-of-care e nuovi trattamenti, l’mpox continuerà a riemergere e a minacciare la salute globale.
CITATI: CARLOS MALUQUER DE MOTESSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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