One Health
05 Marzo 2025Il nuovo rapporto congiunto delle autorità europee evidenzia alti livelli di resistenza agli antibiotici comuni in esseri umani e animali. Gli esperti insistono: serve un approccio integrato per mitigare il rischio di infezioni da patogeni come Salmonella e Campylobacter

I recenti dati di sorveglianza evidenziano che la resistenza agli antimicrobici di uso più comune – come ampicillina, tetracicline e sulfamidici – rimane sempre elevata, sia nell’uomo che negli animali, rispetto ai principali patogeni, come Salmonella e Campylobacter. Anche la resistenza del batterio E. coli è frequentemente osservata negli animali, sebbene la resistenza di Salmonella nelle galline ovaiole è bassa.
Sono queste le principali risultanze di un rapporto pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
Secondo Carlos Das Neves, Direttore scientifico dell’Efsa, e Piotr Kramarz, Direttore scientifico dell'’Ecdc: “Un approccio One-Health globale è indispensabile per controbattere l’Amr. Solidi sistemi di sorveglianza, uso cauto degli antimicrobici e collaborazione intersettoriale sono cruciali per mitigare il rischio rappresentato dai batteri resistenti agli antibiotici che possono trasmettersi tra animali ed esseri umani”.
La crescente resistenza alla ciprofloxacina, antimicrobico fluorochinolonico di importanza cruciale per il trattamento delle infezioni da Salmonella e Campylobacter, dà adito a preoccupazioni. È stato riscontrato che la resistenza alla ciprofloxacina è in aumento in Salmonella Enteritidis e in Campylobacter jejuni prelevati da campioni umani in oltre la metà dei Paesi europei che hanno inviato dati. Sono state osservate percentuali elevate o estremamente elevate di resistenza alla ciprofloxacina nel Campylobacter prelevato da animali da produzione alimentare e in Salmonella ed E. coli proveniente specificatamente da pollame.
Queste tendenze sono particolarmente preoccupanti poiché la lista dei batteri nocivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) per il 2024 classifica la Salmonella non tifoidea resistente ai fluoroquinoloni come una priorità alta.
Al contrario, la resistenza ad altri antimicrobici di importanza cruciale in medicina umana rimane rara per Salmonella e Campylobacter, sia negli esseri umani che negli animali da produzione alimentare.
Sebbene la resistenza ai carbapenemi rimanga rara, la rilevazione occasionale di E. coli resistente ai carbapenemi in alimenti e animali richiede una vigilanza costante e ulteriori indagini epidemiologiche. Questo è particolarmente importante poiché i batteri Enterobacterales resistenti ai carbapenemi sono riconosciuti come una minaccia critica per la salute pubblica. A sostegno delle misure in atto nel 2025, l’Efsa pubblicherà il primo di una serie di pareri sullo stato attuale della presenza e diffusione dei batteri Enterobacterales produttori di carbapenemasi nella catena alimentare dell’Unione europea/Spazio economico europeo e Svizzera.
Tuttavia, si registrano anche tendenze positive grazie a dati che rivelano progressi significativi nella riduzione dei livelli di resistenza in diversi Paesi. Quasi la metà dei Paesi europei che hanno presentato i dati ha indicato un calo nella resistenza del Campylobacter agli antibiotici macrolidi, sia in C. jejuni che in C. coli, nei casi umani. Inoltre, la resistenza degli isolati di Salmonella Typhimurium prelevati da esseri umani alle penicilline e alle tetracicline è diminuita nel corso del tempo. Le forti tendenze crescenti nell’indicatore chiave per la completa suscettibilità di E. coli, nonché le tendenze decrescenti dell’indicatore chiave per la prevalenza di E. coli produttore di ESBL/AmpC, mostrano che negli ultimi 10 anni in diversi Stati membri dell’Ue si sono registrati incoraggianti progressi nella riduzione dell’Amr negli animali destinati alla produzione alimentare.
Nonostante tali miglioramenti, la resistenza agli antimicrobici rimane una grave minaccia per la salute pubblica e richiede un’azione coordinata, fondata su un approccio One-Health. Tra le misure più importanti vi sono la promozione dell’uso responsabile degli antimicrobici, il miglioramento della prevenzione e del controllo delle infezioni, gli investimenti nella ricerca di nuovi trattamenti e l’attuazione di politiche nazionali solide per combattere efficacemente la resistenza.
L’Efsa e l’Ecdc pubblicano una versione semplificata del rapporto di sintesi dell’Ue sulla resistenza agli antimicrobici nei batteri zoonotici e indicatori provenienti da esseri umani, animali e alimenti nel 2022-2023, insieme a diversi strumenti interattivi.
CITATI: CARLOS GONçALO DAS NEVES, PIOTR KRAMARZSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
16/01/2026
Ordinario di Zootecnia Speciale, De Palo guiderà il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari per il quadriennio 2025-2029 succedendo a Nicola Decaro
A cura di Redazione Vet33
16/01/2026
Sono operativi tre nuovi laboratori, con il compito di supportare la rete dei laboratori nazionali, uniformare i metodi diagnostici e potenziare la capacità dell’Unione di individuare precocemente...
A cura di Redazione Vet33
16/01/2026
Dal 12 gennaio gli Stati membri devono controllare in modo sistematico i Pfas nelle fonti idriche e intervenire se i livelli superano i limiti di sicurezza. La misura introduce un monitoraggio...
A cura di Redazione Vet33
16/01/2026
Via libera a un nuovo antiparassitario per cani, aggiornamenti su vaccini e variazioni di qualità, riesame per Bluevac-3 e nuove linee guida su ectoparassiticidi, Varroa destructor e vaccini...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022