Alert sanitari
28 Febbraio 2025Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, al Question time della Camera, ha risposto a un’interrogazione sullo stato di aggiornamento del Piano pandemico nazionale, con particolare riferimento alle risorse previste e al rafforzamento dei sistemi di sorveglianza e prevenzione

Il nuovo Piano pandemico 2025-2029 “è basato su evidenze scientifiche e non su improvvisazione; su preparazione e non sull’allarmismo”. Così il Ministro della Salute Orazio Schillaci, al Question time alla Camera, ha risposto all’interrogazione presentata dall’Onorevole Galeazzo Bignami (Fdi) sullo stato di aggiornamento del Piano pandemico nazionale, con particolare riferimento alle risorse previste e al potenziamento dei sistemi di sorveglianza e prevenzione.
“Nei giorni scorsi siamo stati oggetto di un’attenzione mediatica faziosa e scorretta, con tentativi di estrapolazione di frasi fuori contesto al solo scopo di avvalorare tesi precostituite o attaccare singoli professionisti. È un metodo che non fa onore al dibattito pubblico e chiaro ai cittadini” ha sostenuto il Ministro.
Tra le principali innovazioni, un ruolo centrale è affidato alla medicina veterinaria, grazie alla creazione di reti integrate per la sorveglianza microbiologica e al monitoraggio dei patogeni a potenziale pandemico, un approccio basato sulla sinergia tra salute umana e animale.
“La verità – continua Schillaci – è che, se prevenire è meglio che curare, allora servono pianificazioni e risorse. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che nel passato spesso si è sbagliato, si è trascurata l’importanza della prevenzione, si è limitato a fare fotocopie di piani spesso sbrigativi o inadeguati e il risultato lo abbiamo pagato tutti cittadini, operatori sanitari e imprese. Il nuovo piano è la dimostrazione tangibile che la salute dei cittadini e il futuro della nazione non possono essere sacrificati sull’altare di polemiche strumentali o visioni ideologiche. Continueremo a lavorare con metodo scientifico e trasparenza nell'interesse esclusivo dell'Italia”.
“Il nuovo Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029 rappresenta un cambio di paradigma chiaro rispetto al passato. Non una semplice formalità burocratica o la fotocopia sbiadita di documenti precedenti, ma uno strumento operativo concreto, con finanziamenti adeguati e responsabilità chiaramente definite” ha precisato il Ministro della Salute.
Il Ministro Schillaci ha quindi evidenziato “alcune delle principali innovazioni. Il Piano persegue cinque obiettivi concreti: proteggere la salute pubblica, riducendo diffusione e mortalità delle infezioni; garantire coordinamento efficace tra istituzioni; minimizzare l’impatto sui servizi sanitari ed essenziali; tutelare la salute degli operatori sanitari in prima linea; coinvolgere attivamente i cittadini con informazione trasparente”.
“Il Piano – ha proseguito – non si limita alle buone intenzioni, ma definisce chiaramente attività operative: rafforzamento dei dipartimenti di prevenzione Asl e dei laboratori di virologia; comunicazione chiara ed equilibrata, senza allarmismi o stigmatizzazioni; misure restrittive solo se indispensabili, temporanee e proporzionate; rete nazionale di ricerca e monitoraggio; sistema avanzato di allerta precoce e coordinamento Stato-Regioni; sorveglianza integrata per patogeni respiratori con analisi dati multifonti; pianificazione di contromisure mediche efficaci e sostenibili”.
Infine, ha concluso Schillaci, il Piano stabilisce “una precisa scala di ruoli e responsabilità di tutte le istituzioni, con una catena di comando chiara ed efficace in caso di emergenza. E tutto questo è sostenuto da investimenti concreti: 50 milioni per il 2025, 150 milioni per il 2026 e 300 milioni annui dal 2027”.
La governance del Piano include tutte le articolazioni istituzionali centrali che fanno capo al Ministero della Salute e quelle territoriali in capo alle Regioni e alle Province Autonome. Tra gli strumenti operativi è prevista la creazione di tre Reti: rete di preparedness, che elabora un parere per il Ministro della Salute sull’eventuale passaggio alle fasi di allerta o risposta; rete MiRiK (MIcrobiologic pandemic RIsK Assessment), con il compito di fare una valutazione del rischio per gli aspetti microbiologici; rete Dispatch (epiDemic Intelligence, Scenari Pandemici, vAluTazione risCHio).
Il Gruppo di esperti per la definizione del funzionamento della rete nazionale dei laboratori pubblici umani e veterinari sarà aggiornato in Rete MiRiK. Il Piano pandemico, infatti, prevede la creazione di una “Rete per la valutazione microbiologica del rischio pandemico”, con “un ruolo fondamentale nella valutazione del rischio per quanto concerne gli aspetti microbiologici in relazione a segnali di allerta a livello nazionale e internazionale relativamente a patogeni a trasmissione respiratoria e potenziale pandemico”.
La valutazione del potenziale di trasmissione interumana di patogeni respiratori emergenti a potenziale pandemico chiama in causa esperti di virologia umana e veterinaria. Tale valutazione, effettuata su attivazione da parte del Ministero della Salute, culmina nella determinazione di un livello di rischio di diffusione pandemica di un particolare evento ed è uno dei fattori che possono determinare il passaggio tra le fasi operative. Le informazioni prodotte potranno contribuire alla realizzazione e all’aggiornamento del piano di contingenza patogeno-specifico relativo all’evento stesso.
Il Gruppo fornisce, quindi, al Ministero il supporto tecnico-scientifico per orientare la sorveglianza sul territorio nazionale. Le valutazioni del rischio saranno corredate, dove ritenuto opportuno, da indicazioni per la rete di laboratori pubblici umani e veterinari in merito alle procedure da adottare per fronteggiare minacce emergenti.
La comparsa o evoluzione di cluster in ambito veterinario causati da patogeni respiratori a potenziale pandemico a livello nazionale è una situazione che richiede una valutazione del rischio di spillover da parte della Rete MiRiK. Qualora il rischio di spillover risultasse moderato-alto, sarebbe opportuna un’ulteriore valutazione relativamente al rischio di efficace trasmissione interumana e agli scenari di diffusione e di impatto sulla salute umana e sui servizi sanitari da parte della Rete Dispatch. Le informazioni e le valutazioni progressivamente disponibili saranno condivise con la Rete italiana di preparedness pandemica per permettere l’aggiornamento dei pareri al Ministro della Salute sull’eventuale passaggio alla fase di allerta del Piano nonché pareri sulle azioni da intraprendere.
Una delle strutture di governance del Piano è l’Unità Centrale di Crisi (Ucc), che fa parte del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro malattie animali ed è presieduta dal Chief Veterinay Officer (Cvo, Capo Servizi Veterinari). La composizione dell’Ucc può essere integrata di volta in volta, su indicazione del Presidente, con rappresentanti istituzionali, esponenti di categoria o con esperti del mondo scientifico e accademico nel caso vengano adottate misure di controllo supplementari rispetto a quelle già previste dal Regolamento 2020/429 e suoi regolamenti delegati.
L’Ucc è convocata dal Cvo direttamente o su richiesta motivata del responsabile dei servizi veterinari regionali della Regione o della PA il cui assessore alla salute è il coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e Province autonome. Il suo compito è definire in particolare misure di intervento di carattere veterinario.
CITATI: GALEAZZO BIGNAMI, ORAZIO SCHILLACISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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