Login con

Alimentazione

13 Febbraio 2025

Cibi ultraprocessati, divieto pubblicità. La proposta di legge per proteggere salute

La proposta della deputata Luana Zanella introduce restrizioni alla promozione di alimenti dannosi per i più giovani, in linea con le politiche di salute pubblica europee

di Redazione Vet33


Cibi ultraprocessati, divieto pubblicità. La proposta di legge per proteggere salute

Ogni giorno, milioni di bambini e adolescenti in Italia sono esposti a pubblicità che li incoraggiano a consumare cibi ultraprocessati. Ma che cosa accadrebbe se la legge facesse un passo decisivo verso il divieto di tali messaggi promozionali? Lo scorso anno, l’onorevole Luana Zanella (Avs) ha presentato una proposta di legge (C.2089) che potrebbe modificare il panorama della pubblicità alimentare in Italia per proteggere la salute dei più giovani e combattere le malattie legate a una dieta malsana. In altri Stati, primo tra tutti il Regno Unito, è già così.
 

Che cosa sono i cibi ultraprocessati

Secondo la classificazione NOVA, i cibi ultraprocessati – noti anche come junk food – sono alimenti che hanno subito un elevato grado di trasformazione industriale. La loro formulazione è caratterizzata da una lunga lista di ingredienti in etichetta, in genere cinque o più, tra cui zucchero, oli, grassi, sale, antiossidanti, stabilizzanti e conservanti. Nella categoria degli ultraprocessati, cioè il Gruppo 4 della classificazione, sono annoverate le bevande analcoliche, gli snack confezionati dolci o salati, la carne lavorata e i piatti surgelati o a lunga conservazione preconfezionati e pronti al consumo.

Spesso tacciati di essere poco salubri e veri e propri fattori di rischio di malattie non comunicabili, questi alimenti sono sempre più oggetto di attenzione da parte della ricerca scientifica, che indaga la relazione fra stile alimentare e salute. La disponibilità e il loro consumo, infatti, negli ultimi anni sono aumentati in tutto il mondo, tanto che si stima rappresentino fino al 50-60% dell’apporto energetico giornaliero in alcuni Paesi ad alto reddito, mentre in Paesi a medio e basso reddito stanno crescendo a scapito di alimenti freschi o minimamente trasformati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) ha più volte indicato che il marketing alimentare di questi prodotti ha un impatto dannoso sui comportamenti e sulla salute dei più piccoli. In un recente rapporto, l’Organizzazione delle Nazioni Unite raccomanda di limitarne la pubblicità.

Le conseguenze della pubblicità

Un ruolo determinante nella diffusione di questi alimenti è giocato dalla pubblicità e dalle strategie di marketing aggressivo adottate dall’industria alimentare. Le grandi aziende investono molto nel mostrare questi prodotti, rendendoli il più possibile accattivanti e desiderabili, soprattutto agli occhi di un pubblico giovane. È attraverso la pubblicità, infatti, che l’industria ne normalizza il consumo, presentando questi cibi come soluzioni rapide e convenienti, senza menzionare gli effetti negativi sulla salute. 

Studi epidemiologici e nutrizionali hanno però dimostrato che il consumo abituale di cibi ultraprocessati è associato a un maggiore rischio di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e persino disturbi cognitivi. Alcuni Paesi, come il Regno Unito e la Francia, hanno introdotto normative restrittive sulla pubblicità di questi prodotti, soprattutto nei confronti dei minori, nel tentativo di arginare il loro impatto negativo sulla salute pubblica.

Gli Stati più all’avanguardia

Le regole del Regno Unito sul tema sono le più severe d’Europa. Le pubblicità televisive di alimenti ultraprocessati, a partire dal mese di ottobre 2025, potranno andare in onda solo dopo le 21.00. Inoltre, gli annunci online per cibi ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero saranno vietati del tutto.

Altri Paesi europei si stanno muovendo in questa direzione, sebbene la percentuale di obesità infantile sia di molto inferiore a quella registrata in Italia. In Portogallo, per esempio, dal 2019 la pubblicità di cibo malsano in televisione e radio è limitata quando almeno un quarto del pubblico di destinazione è composto da under 16.

La proposta di legge italiana

Lo scorso 14 ottobre 2024, l’onorevole Luana Zanella, deputata di Avs, ha depositato una proposta di legge intitolata Disposizioni per la promozione della dieta mediterranea e divieto di pubblicità dei prodotti alimentari ultra-processati, che è stata recentemente assegnata in sede referente alla XII Commissione Affari sociali. 

La proposta ha l’obiettivo di promuovere il consumo di alimenti sani, con particolare attenzione alla dieta mediterranea, vista non solo come un insieme di abitudini alimentari, ma come un vero e proprio modello culturale e sociale. La proposta vuole incentivare uno stile di vita sano, riducendo al contempo il rischio di sviluppare malattie legate all’alimentazione, particolarmente elevato quando associato al consumo abituale di cibi ultraprocessati.

In questa direzione, per proteggere i minori di 16 anni e contrastare i disturbi alimentari, la legge contiene un articolo che vieta qualsiasi forma di pubblicità diretta o indiretta relativa ai prodotti alimentari ultraprocessati. Un divieto da applicare a qualsiasi mezzo di comunicazione, dalla televisione ai social media.
Chi viola il divieto dovrà pagare una multa pari al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, da un importo minimo di 50.000 euro per ogni violazione.
A vigilare sul rispetto di tale norma viene individuata l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), mentre le somme raccolte dalle sanzioni saranno destinate a un fondo pubblico per il sostegno di iniziative nel settore alimentare e nutrizionale.

CITATI: LUANA ZANELLA
TAG: DIETA MEDITERRANEA, ITALIA, PUBBLICITà, REGNO UNITO, SALUTE PUBBLICA

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Linkedin! Seguici su Facebook!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

20/04/2026

L’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato un questionario anonimo di 24 domande, rivolto a professionisti degli ambiti umano, veterinario e ambientale, per valutare il Pncar 2022-2025 in vista...

A cura di Redazione Vet33

20/04/2026

Uno studio genomico dell’Università di Parma ha isolato ceppi pluriresistenti agli antibiotici di Klebsiella pneumoniae in uccelli acquatici e volpi del Nord Italia. I risultati supportano...

A cura di Redazione Vet33

20/04/2026

L’assemblea straordinaria di IVSA Italy del 16 aprile 2026 ha eletto Alessandra Campaiola alla presidenza della divisione italiana dell’International Veterinary Students’ Association, in...

A cura di Redazione Vet33

20/04/2026

Il Ministero della Salute segnala la diffusione online di presunti prodotti antiparassitari “naturali” privi di autorizzazione e di evidenze scientifiche, promossi come efficaci contro pulci,...

A cura di Redazione Vet33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Phovia: il sistema che supporta una rapida rigenerazione cutanea per cani e gatti

Phovia: il sistema che supporta una rapida rigenerazione cutanea per cani e gatti

A cura di Vetoquinol

Dal 21 al 26 aprile 2026, Elanco Italia porta al FuoriSalone di Milano la Pet Collection, un’installazione realizzata con lo studio Parasite 2.0 per comunicare l’importanza della prevenzione...

A cura di Redazione Vet33

EVENTI

chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022

Top