Alert sanitari
09 Gennaio 2025Una ricerca pubblicata su Emerging Infectious Diseases mostra che anche i cavalli possono essere infettati dal virus H5N1 e che gli eventi di spillover sono probabilmente frequenti. Nascono preoccupazioni su possibili incroci tra virus equini e aviari

Il virus dell’influenza aviaria H5N1 ha dimostrato la capacità di infettare anche i cavalli, secondo uno studio condotto in Mongolia. La ricerca, pubblicata sulla rivista Emerging Infectious Diseases dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ha rilevato la presenza di anticorpi contro il virus in nove cavalli su un totale di 997 esaminati, appartenenti a mandrie di diverse regioni del Paese. Sebbene gli animali non abbiano manifestato sintomi evidenti, i ricercatori avvertono che gli eventi di spillover potrebbero essere più frequenti di quanto si pensi, aprendo scenari di rischio per l’emergere di nuovi agenti patogeni.
Il virus dell’influenza aviaria H5N1 può infettare anche i cavalli, come è già accaduto nel recente passato. Lo dimostra uno studio condotto in Mongolia che ha individuato nove esemplari di equini con segni dell’infezione.
La ricerca è stata pubblicata su Emerging Infectious Diseases, una rivista dei Cdc, e avanza l’ipotesi di un possibile incrocio tra i virus dell’influenza equina e quelli aviari. Lo studio ha analizzato il siero prelevato tra luglio 2021 e ottobre 2023 da esemplari appartenenti a 24 mandrie in diverse aree del Paese. Su 997 testati, nove presentavano anticorpi per il virus H5N1. Le infezioni, secondo quanto riportato dagli studiosi, non avevano causato particolari sintomi sulla salute degli animali.
“I nostri risultati – scrivono gli autori dello studio – mostrano che i cavalli sono suscettibili all’infezione da virus H5N1 e che gli eventi di spillover sono probabilmente frequenti”.
La scoperta preoccupa soprattutto se si pensa al Nord America: “Il 30% della popolazione equina mondiale si trova lì” aggiungono. Inoltre, “il virus dell’influenza equina è endemico, l’influenza aviaria A/H5N1 clade B3.13 si sta diffondendo nei bovini e i tassi di contatto tra mucche e cavalli sono probabilmente elevati in contesti agricoli”.
Il timore è che queste condizioni aumentino le probabilità che possa emergere un nuovo agente patogeno frutto dell’incrocio “tra il virus dell’influenza equina H3N8 (il sottotipo circolante nei cavalli) e quello aviario H5N1” concludono.Inizio modulo
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