Alert sanitari
24 Ottobre 2024Durante un’audizione alla Camera, il Commissario straordinario Giovanni Filippini ha segnalato la carenza di veterinari pubblici, essenziali per combattere la Peste suina e garantire il depopolamento dei cinghiali

Martedì 22 ottobre, in audizione alla Camera davanti alle Commissioni riunite Affari Sociali e Agricoltura, il Commissario Straordinario per la Peste suina africana (Psa) Giovanni Filippini ha riferito sulle emergenze relative alla diffusione della malattia, sollevando l’allarme sulla carenza di medici veterinari di sanità pubblica nelle aree più colpite. Filippini ha evidenziato che molti veterinari stanno per andare in pensione, creando un vuoto che potrebbe compromettere la lotta contro l’espansione del virus. È quindi necessario, oltre a un coordinamento centrale per garantire un’azione uniforme e condivisa a livello nazionale, prevedere l’ingresso di nuovi veterinari nel Sistema Sanitario Nazionale (Ssn).
“Dal primo novembre avremo il supporto dei militari ai quali daremo puntuali indicazioni sui territori dove abbiamo bisogno della sorveglianza e dove abbiamo bisogno di mettere le gabbie per la cattura dei cinghiali”. Ha esordito così il Commissario Filippini in audizione alla Camera, per poi aggiungere: “Andranno avanti in maniera coordinata e gestita a livello centrale. E questo con l’esercito, con le polizie provinciali, con la protezione civile e con le ditte specializzate. Le forze armate potranno svolgere la loro azione nella zona di controllo di espansione virale”.
“Abbiamo atteso prima di impiegare l’esercito, affinché fossero nitide le modalità e le finalità di utilizzo delle nostre forze armate” ha precisato il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra, secondo il quale “la chiarezza e la determinazione, essenziali per contrastare efficacemente la Psa, sono evidenziate anche dalla decisione, spiegata dal commissario, di avvalersi di strategie coordinate con il supporto di polizia provinciale, cacciatori e agricoltori nell’attività di sorveglianza”.
“Abbiamo concentrato molto il coordinamento a livello centrale, avendo capito – ha quindi ripreso Filippini – che la Psa deve assolutamente essere gestita da una cabina di regia. A breve verrà nominato anche un nuovo subcommissario che avrà la delega di gestire il depopolamento dei cinghiali, a partire dai parchi. Soprattutto nella zona di espansione virale dove andremo a concentrare tutte le forze necessarie”.
“Abbiamo già un Piano di catture e abbattimento dei cinghiali che andremo a rivedere, soprattutto per quanto riguarda i numeri e le possibilità che abbiamo di depopolare. Dobbiamo sicuramente riportare la specie cinghiale in equilibrio con i nostri territori” ha aggiunto il Commissario straordinario. “Siamo consapevoli della necessità di riportare in equilibrio i cinghiali e siamo anche consapevoli che lo dobbiamo fare con i cacciatori, non con il virus. Perché se lo facciamo con il virus vuol dire che abbiamo perso la battaglia e invece dobbiamo farlo con i cacciatori”.
Per quanto riguarda la struttura commissariale “abbiamo già avuto le risorse per il barrieramento, e abbiamo avuto anche risorse per incentivare la sorveglianza. Daremo un premio a chi trova carcasse. E chi abbatte i cinghiali se in un territorio di espansione virale”.
Con l’obiettivo di riportare “la specie in equilibrio coi territori” e soprattutto, a tutela degli automobilisti e dei trasporti, sono in allestimento delle barriere lungo importanti assi viari della Penisola.
“Sto per firmare due convenzioni: la prima con le concessionarie di autostrade e l’altra con il concessionario della Cisa. Queste barriere fortunatamente verranno messe nei terreni di competenza dell’autostrada e quindi loro ci garantiscono anche la manutenzione” ha annunciato Filippini. Sulle barriere, ha assicurato: “Stiamo correndo. In due mesi abbiamo già chiuso Milano, parliamo quindi di centinaia di chilometri. Daremo poi priorità alla Cisa, anche se è veramente molto complicata come territorio. Il Ministero della Salute sta acquistando le gabbie per la cattura degli animali che daremo in gestione solo all’interno delle zone di controllo di espansione virale all’esercito e alla polizia provinciale”.
“La lotta alla peste suina fa i conti con un organico dei veterinari di sanità pubblica sottodimensionato rispetto alle esigenze dettate dall’emergenza e sul territorio italiano mancano anche mattatoi specializzati per un macello delle carni selvatiche separato ed esclusivo”.
“Dovremmo rapidamente recuperare nuovi veterinari. Da questo punto di vista siamo in difficoltà, – ha ammesso Filippini – anche perché abbiamo una categoria di professionisti che sta andando in pensione. Inoltre, i veterinari che seguono i focolai non possono rientrare in altri allevamenti prima di una settimana e quindi occorre una rotazione dell’organico”.
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