Professione
13 Settembre 2024Nonostante i progressi fatti, veterinari e medici di sanità pubblica chiedono maggiori misure di protezione per chi opera in zone rurali e aree a rischio

Nella giornata di ieri, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha avanzato nuove proposte per affrontare le aggressioni ai sanitari, ma secondo Aldo Grasselli, Presidente della Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti sanitari (Fvm), restano fuori dal piano le misure necessarie per proteggere tutti gli operatori sanitari che esercitano al di fuori delle strutture sanitarie e che sono spesso impegnati in ispezioni o controlli in aree rurali isolate e talvolta ostili.
“Eppur si muove! Dopo anni di denunce il Ministro della Salute avanza proposte che hanno qualche possibilità di mitigare il fenomeno delle aggressioni ai sanitari” ha commentato Aldo Grasselli, Presidente di Fvm.
“Resta inevasa la richiesta di medici della prevenzione e del lavoro, veterinari di sanità pubblica e tecnici della prevenzione di poter sempre operare in equipe quando le attività di visita ispettiva, controllo, repressione illecito o frodi si svolgono sul territorio, presso le aziende su cui si svolge la vigilanza e non nelle strutture delle Aziende sanitarie dove il contesto offre qualche minima protezione”.
“Lavorare per conto delle autorità competenti di controllo in zone rurali – continua Grasselli –, spesso prive di collegamento telefonico, o in imprese lontane da altri insediamenti sociali espone gli operatori dei dipartimenti di prevenzione a intenti intimidatori, minacce e lesioni personali o ai propri beni”.
“Chiediamo quindi ancora una volta che siano definiti dal Ministero protocolli operativi da applicare nelle zone a legalità limitata o storicamente ostili ai controlli mediante i quali la pubblica amministrazione svolga la sua funzione di prevenzione e repressione senza che i medici, i veterinari o i tecnici a ciò deputati possano subire atti violenti di qualsiasi natura” conclude il Presidente.
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