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25 Luglio 2024

Peste dei piccoli ruminanti, focolai in Grecia e Romania. Aumentata vigilanza in Italia

Il Ministero della Salute ha innalzato il livello di attenzione per le importazioni di pecore e capre provenienti da Grecia e Romania, a causa di focolai di Peste dei piccoli ruminanti che si sono sviluppati in questi Paesi

di Redazione Vet33


Peste dei piccoli ruminanti, focolai in Grecia e Romania. Aumentata vigilanza in Italia

Il Ministero della Salute ha notificato alcuni focolai di Peste dei piccoli ruminanti (Ppr) che si sono verificati in Grecia e Romania. Tra gli allevamenti colpiti in questi Paesi, anche uno stabilimento che deteneva oltre 50.000 pecore destinate al commercio all’interno dell’Unione e all’esportazione verso Paesi terzi. Con una circolare urgente, il Direttore Generale dell’ex Dgsaf Giovanni Filippini ha raccomandato di aumentare il livello di attenzione negli stabilimenti che ricevono pecore e capre dai Paesi interessati. Lo stesso avvertimento è arrivato dalla Commissione europea. 
 

I focolai 

Nei giorni scorsi si sono verificati in Grecia e in Romania alcuni focolai di Ppr, rispettivamente nella regione della Tessaglia, unità regionali di Larisa e di Trikala, e nella contea di Tulcea.
Negli allevamenti greci, le mandrie interessate hanno consistenze tra i 200 e i 400 capi e il sospetto è stato sollevato in seguito al rilevamento di sintomatologia clinica, quale febbre, diarrea, secrezione oculo-nasale, lesioni della bocca, digrignamento dei denti.
In Romania, invece, si è sviluppato un focolaio in uno stabilimento di oltre 50.000 pecore destinate all’ingrasso e al commercio intracomunitario o all’esportazione verso Paese terzi. Nello stabilimento sono stati notati analoghi segni clinici, oltre a depressione del sensorio, anoressia e tosse.

La Peste dei piccoli ruminanti

La Ppr è un’infezione virale acuta che colpisce i ruminanti domestici, in particolare i caprini e gli ovini; i bovini possono infettarsi, ma raramente manifestano la malattia. Anche i ruminanti selvatici sono suscettibili alla malattia. 
Nella forma acuta la malattia è caratterizzata da febbre elevata, abbattimento, anoressia, secrezioni nasali e oculari, anche mucopurulente, tosse, broncopolmonite e insufficienza respiratoria. A carico dell’apparato digerente si riscontra la congestione gengivale con stomatite erosivo-necrotica e diarrea profusa. La morte generalmente sopraggiunge dopo 5-10 giorni dall’insorgenza dei segni clinici; in alcuni casi si possono manifestare anche episodi di aborto.
Il virus responsabile della malattia appartiene alla famiglia Paramixoviridae, genere Morbillivirus, correlato antigenicamente al virus della Peste Bovina.
La malattia è stata registrata in oltre 70 Paesi – in Africa, Asia e Medio Oriente – è inserita nella lista delle malattie notificabili dalla World Organisation for Animal Health (Woah) e riveste particolare importanza dal punto di vista economico per i danni al patrimonio zootecnico.  

Le misure di contenimento Ue

In base al Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione l’infezione da virus della Ppr è classificata come malattia di categoria A+D+E, per cui in Grecia e Romania sono state adottate misure in linea con il Regolamento 2016/429 e con il Regolamento Delegato (UE) 2020/687 della Commissione: istituzione delle zone di protezione e sorveglianza, abbattimento degli animali degli allevamenti interessati, controlli relativi alle movimentazioni degli animali all'interno delle zone di restrizione e divieti di spedizione di animali vivi delle specie ovina e caprina nonché dello sperma, ovuli, embrioni, SOA, pelli e pellicce. 
Inoltre, sono state applicate tutte le misure di biosicurezza riguardanti allevamenti, macelli e attività commerciali ed è stata implementata la sorveglianza di tutti gli allevamenti delle specie sensibili all'interno delle zone di restrizione. La Commissione ha anche raccomandato agli Stati membri di aumentare la vigilanza negli stabilimenti che hanno ricevuto nelle ultime tre settimane pecore o capre dai Paesi interessati.

I controlli in Italia

Qualsiasi pecora o capra introdotta in Italia dai Paesi colpiti – sottolinea il Ministero – che presenti segni clinici riconducibili alla malattia, deve essere sottoposta a ulteriori indagini, compresi test di laboratorio, presso il Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali (Cesme) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, in quanto Laboratorio Nazionale di Referenza, al fine di confermare o escludere la presenza della malattia.
Per quanto riguarda gli scambi intercorsi nell’ultimo mese, dalle verifiche effettuate nel sistema informativo TRACES non risultano spedizioni di ovi-caprini dalla Grecia, mentre risultano spedizioni di 13 partite di ovi-caprini dalla Romania, di cui solo 3 destinate ad ulteriore detenzione in stabilimenti. Per queste sono state fornite agli UVAC territorialmente competenti indicazioni per l’attività di rintraccio. 

Il livello di attenzione

In conclusione, il Ministero raccomanda di innalzare il livello di attenzione nei confronti della malattia, soprattutto verso le spedizioni provenienti dai Paesi interessati. Gli UVAC devono comunicare alle AA.SS.LL. competenti di verificare la documentazione di accompagnamento di ogni singola spedizione in arrivo dai Paesi membri su indicati (certificati TRACES) e di controllare sistematicamente lo stato di salute degli animali, sia destinati alla macellazione che all’ulteriore detenzione, ed eventuali sintomi riconducibili alla Ppr. Il Servizio veterinario competente dovrà quindi comunicare all’UVAC di riferimento il risultato dei singoli controlli svolti, che saranno poi trasmessi al Cesme dell’Izsam.

CITATI: GIOVANNI FILIPPINI
TAG: ALLEVAMENTI, BIOSICUREZZA, CAPRINI, CESME, CONTROLLI VETERINARI, FOCOLAIO, GRECIA, IZS DELL’ABRUZZO E DEL MOLISE, MINISTERO DELLA SALUTE, OVINI, PESTE DEI PICCOLI RUMINANTI, ROMANIA, TRACES, UVAC

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