Cambiamento climatico
11 Luglio 2024Una ricerca condotta nella Riserva Unesco del Monte Peglia mostra l’importanza di aree ombrose per la conservazione delle farfalle, sempre più minacciate dai cambiamenti climatici

Per sfuggire al caldo estivo sempre più intenso, anche le farfalle cercano rifugio all’ombra. È il risultato di una ricerca condotta nella Riserva Unesco del Monte Peglia, in collaborazione con l’Università di Firenze. Pubblicato sulla rivista Ecological Indicators, lo studio ha rivelato nuove strategie per proteggerle dai cambiamenti climatici, identificando le buone pratiche necessarie per la conservazione delle farfalle nell’ambiente mediterraneo, da ora in poi note come “Protocollo Peglia”.
Lo studio
Uno studio condotto nella Riserva Unesco del Monte Peglia e coordinato insieme all’Università di Firenze spiega come fare a salvaguardare le farfalle dai cambiamenti climatici con un modello predittivo dei loro bisogni.
A causa del riscaldamento climatico diverse specie animali, e tra queste le popolazioni di farfalle, si stanno spostando verso le regioni settentrionali dell’Europa e le aree a maggior altitudine. Secondo la Riserva Unesco del Peglia, le zone collinari della regione mediterranea sono quindi a rischio di perdita di biodiversità, con conseguenze imprevedibili sul funzionamento degli ecosistemi. Inoltre, poiché la regione mediterranea è un hotspot del cambiamento climatico, comprendere i meccanismi impiegati dalle farfalle per far fronte alla crescente aridità è fondamentale per sviluppare strategie di conservazione basate sui dati.
I risultati ottenuti, oltre a confermare che le farfalle prediligono le aree prative mantenute per lo sfalcio e per il pascolo, hanno evidenziato per la prima volta che, nei momenti più caldi, si allontanano cercando rifugio temporaneo nelle zone ombrose, in quelle prossime ai torrenti e salendo ad altitudini maggiori lungo la collina. Questo effetto sembra coinvolgere quasi la totalità delle farfalle, potenzialmente più dell’80% degli individui. Tra i boschi diversi che offrono questo riparo è stato dimostrato che una gestione oculata del ceduo può portare grandi vantaggi agli impollinatori.
Le conclusioni dello studio in termine di conservazione indicano che per conservare gli impollinatori dall’incremento dell’aridità prevista per l’ambiente mediterraneo è necessario preservare le linee d’acqua dal completo sfruttamento e promuovere un tessuto agricolo e forestale di tipo tradizionale basato su produzioni magari minori ma di alta qualità.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
30/05/2026
Uno studio internazionale, condotto insieme all’IzsVe e pubblicato su International Journal of Food Microbiology, ha applicato lo strumento Risk Ranger per valutare il rischio da STEC negli...
A cura di Redazione Vet33
30/05/2026
A un mese dall’inizio del focolaio sulla MV Hondius, l’Organizzazione Mondiale della Salute definisce la situazione stabile: 13 casi confermati, 3 morti, nessun nuovo decesso dal 2 maggio. Nel...
A cura di Redazione Vet33
29/05/2026
Dal 28 al 30 ottobre 2026 Sorrento ospita la 14° edizione del World Buffalo Congress, organizzata dall’Università Federico II di Napoli con il Consorzio della mozzarella di bufala campana e...
A cura di Redazione Vet33
29/05/2026
Fve, Fecava e Ivsa promuovono un questionario anonimo sulle esperienze professionali dei medici veterinari nei macelli europei, focalizzato su genere, etnia, religione e macellazione Halal e Kosher....
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022