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14 Maggio 2024

Pet therapy, Brindisi: un supporto per i pazienti più piccoli

Nel reparto di Pediatria dell’ospedale Perrino di Brindisi ha preso il via il progetto di pet therapy “Un dogtor in corsia”, rivolto ai bambini e alle bambine in degenza, grazie al quale gli animali saranno di supporto all’assistenza ospedaliera

di Redazione Vet33


Pet therapy, Brindisi: un supporto per i pazienti più piccoli

Nel reparto di Pediatria dell’ospedale Perrino di Brindisi è iniziato il progetto di pet therapy “Un dogtor in corsia”, rivolto ai pazienti più piccoli. Si tratta del primo progetto di interventi assistiti con animali (Iaa) realizzato nella Asl Brindisi a supporto dell’assistenza ospedaliera.


Il progetto
Gli interventi in programma comprendono attività assistite con gli animali (Aaa) che hanno obiettivi ludico-ricreativo e di socializzazione per:
● migliorare la qualità della vita migliore per i piccoli e le piccole che ne usufruiranno;
● alleviare il disagio legato alla degenza;
● prendersi cura dei disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale e l’educazione assistita con gli animali;
● promuovere la crescita individuale, di relazione e inserimento sociale delle persone in difficoltà.
Tutti i cani coinvolti sono costantemente controllati da un medico veterinario, per garantire il benessere degli animali e dei piccoli pazienti secondo le linee guida nazionali e regionali.

“Gli interventi assistiti con gli animali – ha spiegato Teodoro Semeraro, responsabile e coadiutore del cane, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto – comprendono le Aaa, come in questo caso, che hanno obiettivi di tipo ludico-ricreativo e di socializzazione per promuovere il miglioramento della qualità della vita del fruitore dell’intervento e la corretta interazione uomo-animale. Rientrano negli Iaa anche la terapia assistita con gli animali, finalizzata alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale e l’educazione assistita con gli animali, per promuovere le risorse e le potenzialità di crescita e progettualità individuale, di relazione e inserimento sociale delle persone in difficoltà”.

Giusella Massari, medico veterinario esperto in Iaa, ha sottolineato che al progetto “lavora un’équipe multidisciplinare che va dal medico veterinario alla psicologa, dal referente di intervento ai coadiutori del cane. Questi ultimi hanno lo scopo di sviluppare competenze attraverso la cura dell’animale, accrescere la disponibilità relazionale e comunicativa e stimolare la motivazione e la partecipazione”.

Gli aspetti sanitari e legislativi della pet therapy sono stati evidenziati da Stefano Termite, Direttore del Dipartimento di prevenzione: “tutti i cani coinvolti nel progetto sono costantemente controllati da un medico veterinario, per garantire il benessere degli animali e dei piccoli pazienti. Le linee guida nazionali del 25 marzo 2015, la Legge regionale numero 24 del 18 ottobre 2016 con il regolamento attuativo numero 17 del 2019 sanciscono un punto di passaggio importante per quanto riguarda la visione dell’animale da compagnia, riconoscendone anche la valenza terapeutica nell’ambito di questo genere di interventi”

Per Sabrina Leonardi, Dirigente medico della Direzione sanitaria del Perrino, il progetto “rappresenta un esempio concreto di umanizzazione delle cure”. Mentre per Francesco Gallo, Direttore facente funzione di Pediatria, e Vito Magli, Direttore facente funzione del Servizio veterinario Siav C, ci sono molti benefici per la salute che derivano dal legame uomo-animale, come testimoniato da numerosi studi: “i bambini si troveranno a proprio agio e l’interazione produrrà effetti positivi dal punto di vista fisico e psicologico. I cani saranno dottori che aiuteranno i pazienti a guarire e a crescere”.

“Questo progetto è un messaggio di civiltà. La malattia impone uno stato di sofferenza e solitudine e gli animali d’affezione portano un po’ di conforto ai piccoli pazienti che si trovano in questa situazione” ha aggiunto Vincenzo Gigantelli, Direttore sanitario dell’Asl Brindisi. 

Gli animali, ha proseguito il Direttore amministrativo Loredana Carulli, “donano il loro affetto senza chiedere niente in cambio: noi abbiamo supportato l’iniziativa e loro faranno tutto il resto per il bene dei bambini ricoverati”.

“Un dogtor in corsia – ha concluso il Direttore generale Maurizio De Nucciopotrà alleviare il disagio legato alla degenza, rendendo più sereno l’approccio dei piccoli pazienti con le terapie e con il personale sanitario. Ci auguriamo che questa esperienza diventi istituzionale e possa essere replicata anche in altri reparti”.

CITATI: FRANCESCO GALLO, GIUSELLA MASSARI, LOREDANA CARULLI, MAURIZIO DE NUCCIO, SABRINA LEONARDI, STEFANO TERMITE, TEODORO SEMERARO, VINCENZO GIGANTELLI, VITO MAGLI
TAG: AAA, ASL DI BRINDISI, IAA, OSPEDALE, OSPEDALE PERRINO DI BRINDISI, PET THERAPY, UN DOGTOR IN CORSIA

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