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04 Marzo 2024

Peste suina africana, fermare la diffusione della malattia. La campagna di Efsa

L’autorità europea per la sicurezza alimentare ha diffuso una serie di indicazioni rivolte a tutti gli operatori che hanno a che fare con i suini, al fine di fermare la diffusione della Peste suina africana in Europa

di Redazione Vet33


Peste suina africana, fermare la diffusione della malattia. La campagna di Efsa

L’autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha predisposto una serie di messaggi per tutte le categorie di persone interessate con video e raccomandazioni per fermare la diffusione della Peste suina africana, che da mesi ormai spopola in Italia e nel resto d’Europa. Il messaggio per tutti è “Individuare, Prevenire, Segnalare”.


Il settore suinicolo
L’Unione europea è la maggior esportatrice a livello mondiale di carne di maiale e prodotti derivati. I 5 milioni di tonnellate esportati ogni anno rappresentano una delle attività economiche più importanti nel settore agricolo. L’allevamento di suini genera l’8,5% della produzione totale del settore agricolo nei 27 Stati membri. Poiché la domanda globale di carne di maiale è in aumento, la produzione europea potrebbe a sua volta subire un incremento. Tuttavia, l’industria suinicola è gravemente minacciata dalla peste suina africana (Psa), che provoca notevoli danni economici a livello nazionale in Europa, e che si sta rapidamente diffondendo anche in regioni europee precedentemente indenni.

Che cos’è la Psa
La Psa è una malattia altamente contagiosa che colpisce i suini da allevamento e i cinghiali selvatici. Questo virus, innocuo per gli esseri umani, può essere letale per i suini e provocare notevoli disagi socioeconomici in molti Paesi. Le aree colpite subiscono, infatti, enormi perdite finanziarie a causa della morte degli animali, delle restrizioni alla loro circolazione e all’esportazione di carne nonché del costo delle misure di controllo. Inoltre, anche le attività forestali in loco sono colpite a causa della diminuzione del numero di cinghiali selvatici causata dal virus.

Come combatterla
Per debellare la malattia possono volerci diversi anni. Al momento non esistono cure né vaccini approvati contro la Psa in Europa; è importante, dunque, prevenire eventuali epidemie adottando misure appropriate perché, nelle zone interessate da focolai, la macellazione di un gran numero di suini allevati e cinghiali selvatici resta l’unica modalità d’intervento per evitare un’ulteriore diffusione. Il rilevamento, la prevenzione e la segnalazione sono fondamentali per arrestare questa malattia.
Negli ultimi anni, la Psa si è molto diffusa in Europa – solo nell’Ue è presente in Bulgaria, Grecia, Cechia, Estonia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia – e nel resto del mondo. È comparsa anche in Italia negli ultimi mesi: oggi, c’è la necessita che tutti gli attori coinvolti nella filiera (allevatori, veterinari, viaggiatori e cacciatori) prestino particolare attenzione.

La campagna Efsa
Efsa ha reso disponibili risorse che forniscono informazioni su che cosa fare se ci si imbatte in un caso sospetto di Psa, quali misure assumere e chi contattare a seconda del proprio ruolo, se si è un allevatore, un cacciatore o un veterinario. I poster del programma di comunicazione aiutano a riconoscere i segni della malattia, ad applicare misure per non diffonderla e a segnalare al veterinario o alle autorità competenti territoriali gli eventuali sospetti. Sono state realizzati infografiche e messaggi pronti per la pubblicazione sui social media, utilizzabili per contribuire a informare il pubblico sui segnali della Psa sulle misure di sicurezza da adottare e su chi contattare quando si rilevano casi sospetti, nonché altri materiali multimediali. 

Come riconoscere i segnali
Se i propri maiali mostrano uno dei seguenti sintomi, occorre rivolgersi immediatamente a un veterinario:
● febbre;
● perdita di appetito/peso;
● debolezza;
● vomito;
● diarrea;
● arrossamenti della pelle.

TAG: EFSA, MACELLAZIONE, PESTE SUINA AFRICANA, PSA

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