Animali da Compagnia
21 Febbraio 2022 Dopo la pandemia per molti cani sarà più difficile separarsi dai proprietari. La ricerca Dogs Trust

In tempo di lockdown, possedere un cane e poterlo portare a spasso è divenuto per tanti proprietari – altrimenti costretti tra le pareti domestiche senza possibilità d’appello - un vero momento di svago. Tuttavia, nella fase clou della pandemia non si è riflettuto abbastanza su quanto questa vicinanza inusitata, questa frequentazione assidua come mai prima tra cani e proprietari potesse influire negativamente sugli animali. Ora, invece, le conseguenze si fanno vedere, come dimostra la recente indagine di Dogs Trust, che mette in evidenza comportamenti prima mai registrati nei pets. Dal sondaggio effettuato su 2000 proprietari a maggio e ottobre del 2020 è infatti emerso che il 10% dei cani che in precedenza restava solo senza alcun problema, ha invece sviluppato segni di comportamenti legati alla separazione del post lockdown. Questi alcuni dei nuovi comportamenti più diffusi legati alla separazione (SRB): abbaiare/ululare, camminare su e giù, andare in bagno o distruggere oggetti domestici, atteggiamenti problematici per i proprietari di cani, ma preoccupanti specialmente per il benessere. I dati mostrano che tra il 17% e il 22% dei cani da compagnia sperimenta SRB, tuttavia, in assenza di apparecchiature di registrazione remota può essere difficile sapere cosa stanno facendo davvero i nostri cani quando sono soli, e questo potrebbe essere una sottostima delle cifre reali. Rimane quindi fondamentale riabituare progressivamente gli animali a restare da soli, in modo da recuperare la precedente routine.
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