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10 Luglio 2023

Animali domestici e salute mentale, il binomio funziona anche per i veterinari?

Il rapporto diretto di causa – effetto tra il possesso di un animale domestico e migliori condizioni di salute mentale, è stato di frequente dimostrato. Ma la medesima connessione vale anche nel caso dei veterinari? I risultati recentemente emersi non sembrano andare sempre in questa direzione…  


Animali domestici e salute mentale, il binomio funziona anche per i veterinari?

E’ vero: poco si sa sui potenziali effetti del possesso e di animali domestici sulla salute mentale dei professionisti veterinari, a proposito dei quali, in effetti, le statistiche non sono rosee.

Emerge infatti un'alta prevalenza di salute mentale precaria e un elevato tasso di suicidi.

Per questo si è scelto di approfondire il rapporto tra i due termini di questa equazione (animale da compagnia =  maggiore salute mentale), proponendo a professionisti veterinari di età superiore ai 18 anni un questionario online su: possesso di animali domestici, esercizio fisico, salute mentale (incluse ansia, depressione e ideazione suicidaria).

Dall’indagine è emerso che su 1087 intervistati, i veterinari proprietari di animali domestici erano più depressi rispetto a chi non possedeva un animale: ansia e inclinazioni suicide, invece, non sono risultate associate al possesso di animali. 

Risultati significativamente diversi sono stati correlati al tipo di animale: i proprietari di cani e cavalli erano psicologicamente più sani (meno ansia, meno ideazione suicidaria) rispetto ai proprietari di gatti e "altri animali domestici", che avevano potenzialmente una salute mentale peggiore. Forse proprio perché cavalli e cani possono favorire la propensione all’attività fisica.

Non è un caso, infatti, che il movimento (correre, camminare ecc.) sia un’altra variabile dall’impatto interessante: i professionisti veterinari che hanno dichiarato di correre regolarmente sono infatti risultati meno oppressi da ansia e depressione. 

Così come coloro che hanno detto di camminare regolarmente e di trascorrere meno tempo seduti. In generale, al netto delle variabili connesse a specie animale posseduta e stile di vita, tra i veterinari il possesso di animali è risultato correlato a uno livello d’ansia maggiore. I

n palese discordanza, dunque, con i risultati genericamente confermati, che individuano invece nel possesso di animali domestici un coadiuvante nel trattamento della depressione, specialmente per quei membri della popolazione generale che amano gli animali.

Come spiegare questi esiti in controtendenza?

Nessuna certezza dallo studio.

Solo qualche ipotesi.

Una prima spiegazione potrebbe essere collegata al fatto che i veterinari trascorrono gran parte del loro tempo con gli animali per motivi professionali: questo, quindi, potrebbe ridurre l’impatto benefico che una frequentazione con gli animali domestici dà ad altre categorie di proprietari. Per verificare questa ipotesi, potrebbero essere utile condurre studi con altre categorie professionali che lavorano a stretto contatto con gli animali. 

Un’altra ipotetica spiegazione potrebbe poi risiedere nel fatto che i veterinari - confidando nei benefici che essi possano apportare al loro benessere mentale - scelgano di prendere animali domestici troppo “tardivamente”, ovvero quando le condizioni di stress e malessere sono già prepotentemente in essere

Infine, (ed eccoci alla terza spiegazione) è possibile che i veterinari abbiano maggiori probabilità di adottare un animale domestico con problemi comportamentali o problemi di salute fisica: questo, ben lungi da rappresentare un elemento rasserenante, potrebbe invece costituire un peggiorativo per la loro salute mentale.

Alla luce di queste evidenze, discordanti rispetto a rilevazioni relative ad altre categorie professionali, sono necessari studi che consentano di determinare le relazioni causali tra proprietà dell'animale domestico, tipo di animale domestico e indicatori di salute mentale nei professionisti veterinari, per poi passare a un controllo delle covariate significative emerse dall’indagine.

Links between pet ownership and exercise on the mental health of veterinary professionals Elliot T. Smith, Ana Maria Barcelos, Daniel S. Mills   https://doi.org/10.1002/vro2.62

TAG: ANSIA, STRESS, VETERINARI

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