Equidi
17 Maggio 2023 I ricercatori dell'Università della Florida hanno pubblicato un nuovo studio che si propone di identificare i geni che influenzano il modo in cui il cavallo reagisce a situazioni improvvise, che lo mettono in allarme.

Davanti a un nuovo stimolo esterno che costituisce un evento inaspettato o addirittura allarmante, il trasalimento del cavallo è una risposta riflessa, che in alcuni casi, in base alla sua intensità, può danneggiare l’animale o anche l’operatore umano (sia esso il proprietario, l’addestratore o il veterinario). Un team di ricercatori della Florida ha realizzato sul tema uno studio longitudinale (pubblicato sulla rivista Genes condotto su puledri svezzati, per quattro anni consecutivi. Sei le variabili comportamentali individuate: tempo di latenza (in secondi) per tornare alla mangiatoia, distanza massima percorsa (in metri), proporzione del tempo trascorso camminando o trottando (secondi) e tempo impiegato dal cavallo stando in piedi fronteggiando il nuovo oggetto. Tali variabili sono poi state messe in relazione, per ciascun individuo, alla risposta cardiaca, all'età e al sesso. Sottoposti al test dell’apertura dell’ombrello, i cavalli sono stati distinti in due gruppi. Il primo gruppo ha reagito o con un picco della frequenza cardiaca e poi ha mantenuto uno stato di iperallerta. Al contrario, il secondo gruppo ha sperimentato un picco iniziale della frequenza cardiaca, ma si è rapidamente calmato.
Questi dati forniscono fenotipi utilizzabili per la futura identificazione delle regioni genomiche che contribuiscono a questi tratti nel cavallo. Per questo, sulla base di questi risultati, i ricercatori hanno in programma di condurre uno studio di associazione sull'intero genoma per identificare quali geni influenzano le diverse reazioni di trasalimento. Campioni di sangue e di crini sono stati prelevati da ogni cavallo coinvolto nello studio.
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