Cani
09 Maggio 2023 Prima di una procedura diagnostico/terapeutica più invasiva come la chirurgia o l'artroscopia l’ecografia muscoloscheletrica può aiutare nelle raccomandazioni terapeutiche.

Le lesioni parziali del legamento crociato craniale (LCC) possono essere difficili da diagnosticare a causa della mancanza di instabilità presente all'esame ortopedico. Sarebbe necessaria una diagnostica avanzata per un'ulteriore valutazione. Sebbene sia uno strumento comune nella medicina umana, la risonanza magnetica è di uso limitato nei cani a causa dei costi e della necessità di anestesia generale. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere all'ecografia muscoloscheletrica (MSK-US), che può essere eseguita senza anestesia. Oggi però non ci sono studi che ne valutino l'utilità nel rilevare rotture parziali dei legamenti crociati.
Lavorare su una casistica
E’ stata così realizzata una casistica retrospettiva su 32 cani, sottoposti a MSK-US diagnostica del ginocchio, e - in seguito - a intervento chirurgico (artroscopia/artrotomia del ginocchio), per valutare lo spazio intra-articolare. I reperti ecografici del LCC sono stati confrontati con i reperti chirurgici (considerati gold standard). Rispetto all'artroscopia, l'ecografia è risultata molto sensibile nel rilevare la patologia LCC, ma meno specifica.
Queste, nel dettaglio, le percentuali:
Da queste evidenze si può concludere che l'ecografia muscoloscheletrica è un test non invasivo che può essere eseguito con poca o nessuna sedazione. Utilizzando un trasduttore lineare ad alta frequenza da 18-5 MHz, MSK-US è un test sensibile per rilevare lesioni parziali del LCC nei cani, può aiutare nella diagnosi anche quando non c’è instabilità del ginocchio e può essere utile nel trattamento. Essendo meno specifica, l'artroscopia sarebbe necessaria per confermare ulteriormente la patologia intrarticolare.
Tsoi, H., Canapp, S., & Canapp, D. (2023). Ultrasonographic detection of cranial cruciate ligament pathology in canine stifles without cranio-caudal instability. Veterinary Evidence, 8(2). https://doi.org/10.18849/ve.v8i2.632
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