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22 Ottobre 2026

Stress nel gatto, il gabapentin riduce i comportamenti di disagio durante la visita

Un trial dimostra come l’86% dei gatti trattati riduzione dei comportamenti da stress durante la visita con lattato e cortisolo significativamente più bassi. Ridotta anche l’attività in gabbia


Stress nel gatto, il gabapentin riduce i comportamenti di disagio durante la visita

Una capsula da 100 mg di gabapentin somministrata per via orale all’ammissione in ospedale riduce i comportamenti da stress durante la visita nell’86% dei gatti trattati e abbassa lattato e cortisolo ematici in modo statisticamente significativo rispetto al placebo, con un effetto misurabile già a 90 minuti dalla somministrazione. Lo dimostra un trial randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, pubblicato su Journal of Veterinary Internal Medicine, che fornisce evidenze quantitative a supporto dell’uso del gabapentin post-ammissione nell’ambito di un approccio low-stress nei gatti che arrivano in clinica senza premedicazione domiciliare.

La gestione dello stress del gatto ricoverato è una delle sfide pratiche più frequenti in medicina veterinaria dei piccoli animali: la reattività durante la visita e le procedure aumenta il rischio di lesioni per il personale, compromette l’accuratezza dei parametri clinici e si traduce in un’esperienza negativa che può condizionare le visite successive. Le linee guida di gestione a basso stress (low-stress handling) raccomandano la premedicazione domiciliare con gabapentin nelle 2-3 ore precedenti la visita, ma nella pratica una quota rilevante di pazienti felini arriva in clinica senza averla ricevuta.

Le linee guida internzionali raccomandano da anni la premedicazione domiciliare con gabapentin come componente standard dell’approccio low-stress nel gatto. Nella pratica quotidiana, tuttavia, una quota significativa di pazienti arriva in clinica senza averla ricevuta.

Nello studio sono stati arruolati 30 gatti adulti di proprietà, sani, suddivisi in due gruppi di 15. Dopo una prima visita basale, ogni gatto ha ricevuto una capsula da 100 mg di gabapentin o placebo; a 90 minuti sono stati eseguiti una seconda visita clinica, un prelievo venoso e un breve posizionamento in decubito dorsale. La dose mediana nel gruppo gabapentin è risultata di 21,7 mg/kg (range 14,3–28,1 mg/kg), con concentrazioni sieriche mediane di 16,4 mcg/mL a 90 minuti. Cinque comportamenti da stress sono stati registrati (lotta, vocalizzazione, repulsione al contatto, ipersalivazione, respirazione a bocca aperta), insieme a un punteggio di compliance durante la manipolazione e uno score di attività in gabbia (da 1, sedato, a 5, molto attivo).

I risultati mostrano una differenza netta durante la visita clinica: il 86% dei gatti nel gruppo gabapentin (13/15) ha mostrato meno comportamenti da stress rispetto al basale, contro il 20% (3/15) nel gruppo placebo; la compliance alla manipolazione è risultata migliore nel 73% dei trattati (11/15) vs 26% (4/15) nei controlli. Le differenze tra i gruppi non hanno invece raggiunto la significatività statistica durante il prelievo venoso e il posizionamento dorsale. Lo score di attività in gabbia è sceso da mediana 3 a basale a 2 tra 90 e 360 minuti dalla somministrazione (p < 0,05 a 120, 240 e 300 minuti), compatibile con una lieve sedazione. Sul piano biochimico, il lattato sierico è risultato significativamente più basso nel gruppo gabapentin, così come il cortisolo; glicemia e conta linfocitaria non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi.

Gli autori sottolineano che i risultati supportano l’integrazione del gabapentin in un protocollo multimodale low-stress per i gatti che arrivano in struttura senza premedicazione, mantenendo tuttavia disponibili piani di contingenza per una sedazione aggiuntiva quando necessario, una precisazione clinicamente rilevante, considerata la variabilità delle concentrazioni sieriche osservata anche a parità di dose.

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