Login con

Cani

28 Settembre 2026

Anche i cani danno più peso alle consonanti delle parole

Uno studio pubblicato su Science, basato su registrazioni EEG in 20 cani da compagnia e 20 adulti, suggerisce che i cani segmentino il parlato come gli esseri umani, dando più peso alle consonanti che alle vocali, nonostante queste ultime siano acusticamente più salienti

di Redazione Vet33


Anche i cani danno più peso alle consonanti delle parole

Quando sentono una parola nuova, i cani sembrano affidarsi alle consonanti per capire dove comincia e dove finisce, esattamente come fanno gli esseri umani. È quanto mostra uno studio pubblicato su Science da Morvai et al., che ha registrato con l'elettroencefalogramma l'attività cerebrale di 20 cani da compagnia e di 20 adulti mentre ascoltavano flussi continui di sillabe senza senso. Nei cani, come nelle persone, i flussi organizzati in base alle consonanti hanno prodotto un tracciamento neurale delle “parole” più marcato rispetto a quelli organizzati in base alle vocali, pur essendo le vocali più salienti sul piano acustico. Un risultato che suggerisce come questa preferenza non richieda una capacità linguistica umana, ma possa nascere dall'esposizione al parlato.

Perché le consonanti contano nel linguaggio umano

In molte lingue le consonanti trasportano più informazione lessicale delle vocali. Gli esseri umani oltre il primo anno di età, a differenza dei primati non umani, si basano più sulle consonanti che sulle vocali per segmentare il parlato, cioè per scomporre il flusso continuo di suoni in unità significative. Lo fanno nonostante le vocali siano acusticamente più evidenti, e superano così la maggiore sensibilità alle vocali tipica dei neonati. Restava aperta una domanda: questa preferenza richiede l'acquisizione di rappresentazioni linguistiche, oppure può nascere dall'apprendimento statistico della distribuzione dei suoni, e quindi comparire anche in animali esposti al linguaggio umano?

Perché i ricercatori hanno scelto il cane

Secondo gli autori, il cane da compagnia è una specie ideale per verificare questa seconda ipotesi. A differenza degli animali da laboratorio, lo si sente parlare ogni giorno. Pur avendo in genere un vocabolario limitato, elabora il parlato in modo efficiente: presta attenzione alle voci, riconosce i cambiamenti nei suoni del linguaggio e, come mostrato da un precedente lavoro, usa le statistiche di distribuzione per estrarre parole da flussi continui. Inoltre, l'età di adozione e le condizioni di allevamento iniziali, tra ambiente domestico, canile o strada, fanno variare l'esposizione al parlato durante il periodo sensibile della socializzazione (prime 12-14 settimane di vita). Questa variabilità naturale ha permesso di valutare l'effetto del momento in cui il cane inizia a vivere in un ambiente ricco di linguaggio.

Come è stato condotto l'esperimento

Lo studio ha confrontato le risposte elettroencefalografiche di 20 adulti e 20 cani adulti da compagnia, di cui 11 con un presunto inizio precoce e 9 con un inizio tardivo della vita in un ambiente ricco di parlato. Ai partecipanti sono stati fatti ascoltare flussi continui di parole trisillabiche senza significato, in tre condizioni. Nella prima le parole erano definite da schemi di consonanti, con le stesse consonanti e vocali variabili. Nella seconda erano definite da schemi di vocali, con le stesse vocali e consonanti variabili. Nella terza le sillabe erano concatenate in ordine casuale, senza regolarità a livello di parola. Ogni suono durava circa 125 millisecondi, per una sillaba di 250 millisecondi (4 Hz). I confini delle parole non erano segnalati da alcun indizio uditivo, e in tutte le condizioni le vocali avevano più energia acustica delle consonanti.

Cosa hanno misurato: coerenza inter-prova ed ERP

Il tracciamento neurale delle parole, indicatore dell'efficienza della segmentazione, è stato valutato con la coerenza inter-prova (ITC), misura della costanza di fase dell'attività cerebrale tra le prove. Sono stati analizzati anche i potenziali evocati (ERP), concentrandosi sulla finestra tra 350 e 550 millisecondi, associata alla segmentazione del parlato. Per confrontare le due specie, negli umani sono stati considerati gli elettrodi mediani Fpz, FCz e CPz, posizionati in modo simile a Fz, FCz e Cz del montaggio canino.

Nei cani c’è una preferenza per le consonanti

Sul tracciamento a livello di parola, la coerenza inter-prova era più alta nella condizione a struttura consonantica che nelle altre due, senza differenze tra condizione vocalica e casuale. Negli esseri umani, entrambe le condizioni strutturate superavano quella casuale, e quella consonantica superava quella vocalica. Anche i potenziali evocati hanno dato un quadro coerente: nella finestra tra 450 e 550 millisecondi le risposte erano più positive nella condizione consonantica che nelle altre due, in entrambe le specie. Per gli autori, poiché nelle vocali l'energia acustica è maggiore, il risultato non può essere spiegato dall'acustica.

Conta l'età a cui il cane inizia a sentir parlare?

Non sembra. La differenza tra condizione consonantica e vocalica non era maggiore nei cani con esposizione precoce rispetto a quelli con esposizione tardiva, e la preferenza per le consonanti era presente anche nel sottogruppo tardivo. Gli autori leggono il dato come indizio che l'esposizione precoce al parlato non sia necessaria e che il meccanismo possa operare lungo tutta la vita, come l'apprendimento statistico. I ricercatori precisano però che il campione è ridotto e che le informazioni sul periodo precedente l'adozione sono incomplete. L'interpretazione richiede quindi cautela.

Che cosa distingue ancora cani e umani

A 4 Hz, frequenza delle sillabe, il tracciamento non differiva tra condizioni strutturate e casuale in nessuna delle due specie. A 8 Hz, frequenza dei singoli suoni del parlato, la coerenza era invece più alta negli esseri umani, e negli ERP questa componente era visibile solo nelle persone. Secondo gli autori, gli umani sembrano seguire non solo le sillabe ma anche i singoli suoni, mentre i cani tracciano le sillabe ma non i suoni isolati. Questo potrebbe spiegare perché i cani faticano a rilevare regolarità nei flussi a struttura vocalica. Negli umani, però, il tracciamento dei singoli suoni non è risultato correlato alla preferenza per le consonanti, e ciò suggerisce che le rappresentazioni linguistiche non siano necessarie a svilupparla.

Origine evolutiva e limiti dello studio

Gli autori lasciano aperta una questione: la predisposizione del cane potrebbe essere solo ontogenetica, oppure potenziata dalla storia evolutiva recente della specie, ricca di parlato. Non escludono una capacità uditiva o cognitiva più generale, precedente alla domesticazione, ma la ritengono meno probabile. Notano, infatti, che i vocalizzi simili a consonanti, come l'abbaio, sono diventati prominenti probabilmente solo con la domesticazione. Osservano inoltre che anche i grandi modelli linguistici possono sviluppare una preferenza per le consonanti. Un precedente tentativo con un paradigma basato sul riconoscimento del nome del cane non aveva trovato questa preferenza. Per gli autori il paradigma di segmentazione è stato la chiave per evidenziarla, perché il riconoscimento del proprio nome coinvolge meccanismi cerebrali diversi.

TAG: APPRENDIMENTO LINGUISTICO

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Linkedin! Seguici su Facebook!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

28/09/2026

In occasione della Giornata Mondiale contro la Rabbia, la SIMVIM richiama due episodi: un cane importato illegalmente dal Marocco e risultato positivo, e un focolaio in una fattoria didattica del...

A cura di Redazione Vet33

28/09/2026

La preparazione galenica in pasta appetibile permette di adattare la dose di gabapentin al peso di cane e gatto e ne facilita la somministrazione nel trattamento del dolore neuropatico,...

A cura di Redazione Vet33

28/09/2026

L’encefalitozoonosi rappresenta una parassitosi ad elevata diffusione nelle popolazioni di conigli in Europa. Dati epidemiologici recenti confermano un’ampia circolazione del patogeno, con una...

28/09/2026

Dal 1° gennaio 2027 i medici veterinari liberi professionisti dovranno applicare in fattura il contributo integrativo ENPAV del 3%, primo passo della tabella di marcia della Riforma Fornero che...

A cura di Redazione Vet33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

ElsaBeauty, Dermocosmesi Bio per la cura di dermatosi, otiti, malassezia

ElsaBeauty, Dermocosmesi Bio per la cura di dermatosi, otiti, malassezia

A cura di ElsaBeauty

In occasione del 40° anniversario dello stabilimento di Portogruaro, Purina annuncia due investimenti per oltre 50 milioni di euro: il potenziamento della produzione nel segmento super premium e un...

A cura di Redazione Vet33

EVENTI

chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022

Top