Cani
25 Agosto 2026Il rientro dalle vacanze rappresenta un cambiamento improvviso anche per il cane: dalla gestione graduale della routine ai controlli su zampe, orecchie e parassiti, le indicazioni cliniche per accompagnare l’animale verso settembre senza trasformare il rientro in una fonte di stress

Il rientro dalle vacanze non pesa solo su chi deve tornare in ufficio: anche per il cane, settembre può rappresentare un cambiamento improvviso. Finiscono le giornate trascorse sempre insieme al proprietario, si accorciano le passeggiate, cambiano nuovamente gli orari e, spesso, l’animale torna a passare molte ore a casa da solo. Il problema clinico non è la vacanza in sé, ma la rapidità con cui viene richiesto al cane di tornare, da un giorno all’altro, alla routine precedente.
“Durante le ferie cambiano tutto d’un tratto molti elementi della vita del cane: gli spazi, le persone, l’attività fisica e soprattutto il tempo trascorso insieme al proprietario”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy, azienda specializzata in dispositivi per il monitoraggio di cani e gatti. “Molti pensano che, una volta tornati a casa, il cane ritrovi automaticamente le proprie abitudini. In realtà, ciò che lo aiuta maggiormente è la gradualità. Conoscere i suoi ritmi abituali e osservare come cambiano nei giorni del rientro permette di distinguere un normale periodo di adattamento da un segnale che merita maggiore attenzione”.
Un passaggio troppo brusco tra i ritmi estivi e quelli ordinari può generare disagio nell’animale. Negli ultimi tre o quattro giorni di vacanza è indicato anticipare progressivamente sveglia, pasti e passeggiata mattutina, di venti-trenta minuti al giorno. Sono proprio gli appuntamenti prevedibili a restituire familiarità con la routine.
Uno dei cambiamenti più difficili da assorbire per il cane è il passaggio brusco da ventiquattr’ore trascorse in compagnia a diverse ore di solitudine quotidiana. La reintroduzione della solitudine andrebbe fatta a piccole dosi già negli ultimi giorni di vacanza, con uscite senza il cane progressivamente più lunghe. È inoltre opportuno evitare cerimonie di saluto eccessive al rientro, che caricano di significato un momento che dovrebbe restare ordinario. Va inoltre chiarito ai proprietari che trovare oggetti distrutti al rientro non è un dispetto, ma un comportamento tipico di un cane che ha sperimentato uno stato di solitudine, e come tale non va gestito con il rimprovero.
Dopo settimane di attività intense, la tentazione di concentrare tutto lo stimolo motorio in un’unica passeggiata prolungata prima del rientro alla routine può risultare controproducente. In media un cane necessita di 3-4 uscite al giorno, con un’uscita di riferimento di circa 60 minuti: risulta più funzionale un movimento regolare, che alterni camminate, esplorazione e attività mentali, piuttosto che picchi isolati di attività fisica.
Diversi effetti dell’estate si manifestano con un certo ritardo rispetto all’esposizione. Il controllo al rientro è particolarmente indicato su tre aree.
Zampe: gli spazi interdigitali vanno ispezionati sistematicamente per escludere la presenza di corpi estranei, in particolare i forasacchi, che possono causare infezioni anche gravi, oltre a parassiti come le zecche. La zampa del cane presenta cinque cuscinetti digitali e un cuscinetto metacarpale o metatarsale più grande subito dietro, zona in cui più facilmente si annidano corpi estranei che sfuggono a un controllo superficiale.
Naso e orecchie: insieme ad ascelle e inguine, rappresentano le sedi più frequenti di insinuazione dei forasacchi, con il naso spesso trascurato nei controlli di routine. Le orecchie vanno inoltre asciugate accuratamente dopo ogni bagno, poiché l’umidità residua nel condotto uditivo è la principale causa delle otiti che compaiono a distanza di giorni dall’ultimo contatto con l’acqua.
Parassiti: le zecche restano attive fino all’autunno inoltrato, ma il rischio più rilevante nel mese di settembre riguarda il flebotomo vettore della leishmaniosi, infettivo a temperature superiori ai 19 gradi, elemento che rende la stagione estivo-autunnale particolarmente a rischio. I segni cutanei compaiono nella maggioranza dei casi, ma con latenza: un rientro privo di sintomi non costituisce quindi di per sé una garanzia di assenza di esposizione.
Non esiste una quantità standard di movimento o di sonno valida per ogni cane: ciò che conta clinicamente è la variazione rispetto alle abitudini abituali del singolo animale. Dormire più del solito nei primi giorni successivi al rientro è un dato fisiologico, corrispondente a una fase di decompressione dopo settimane di stimoli intensi; l’elemento da monitorare è la durata di questa fase. Una variazione di uno o due giorni rientra generalmente nell’adattamento fisiologico, mentre un cambiamento marcato o persistente oltre una settimana rappresenta un’indicazione a rivolgersi al medico veterinario.
CITATI: IACOPO BUCCARELLISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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