Animali acquatici
24 Luglio 2026Uno studio guidato dall’Università Clemson ha ricostruito 30 anni di cambiamenti nella dieta dei pinguini di Adelia analizzando via satellite il colore del loro guano, e rilevando un calo del pesce a favore del krill, con effetti negativi sui pulcini

Il cambiamento climatico sta modificando la dieta dei pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae), la specie più diffusa in Antartide, riducendo la disponibilità di pesce a favore del krill e indebolendo i pulcini. È quanto emerge da uno studio guidato da Casey Youngflesh, dell’Università Clemson negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Current Biology. I ricercatori hanno ricostruito i cambiamenti dell’alimentazione analizzando immagini satellitari degli ultimi 30 anni, basandosi su un dato mai utilizzato prima: il colore del guano.
Lo studio, condotto su un periodo di 29 anni (1984-2013) e basato su immagini del programma satellitare Landsat, ha ricostruito la dieta dei pinguini di Adelia sull’intera area di distribuzione globale della specie, combinando spettroscopia per immagini, analisi degli isotopi stabili e modellazione statistica gerarchica. I ricercatori hanno inoltre rilevato che le differenze geografiche nella dieta sono associate a tendenze di lungo periodo nell’abbondanza della popolazione, collegando i processi della rete alimentare alle dinamiche demografiche su larga scala. Gli autori definiscono il pinguino di Adelia una “specie sentinella” per il monitoraggio dei cambiamenti ambientali in Antartide.
Le colonie di pinguini in Antartide raggiungono dimensioni tali da poter essere studiate anche dallo spazio. Lo studio ha analizzato per la prima volta il colore degli escrementi degli uccelli, che fornisce informazioni sulla dieta: alimenti diversi lasciano una firma cromatica distinguibile nelle immagini satellitari. Analizzando i dati relativi ai pinguini di Adelia, i ricercatori hanno osservato importanti cambiamenti nel tempo nella composizione dell’alimentazione.
Lo studio ha rilevato che nelle zone con maggiore presenza di ghiaccio marino i pinguini seguono una dieta ricca di pesce, mentre in quelle con meno ghiaccio si affidano prevalentemente al krill, piccoli crostacei. Casey Youngflesh ha sottolineato che “i satelliti ci hanno permesso di fare qualcosa che altrimenti sarebbe stato impossibile”.
Youngflesh ha precisato che l’elemento innovativo non è stata la tecnologia satellitare in sé, ma la capacità di sfruttare decenni di immagini satellitari con strumenti geochimici, statistici e computazionali moderni, in un ambito di applicazione mai previsto in precedenza per questo tipo di dati.
Il cambiamento osservato risulta preoccupante alla luce di studi precedenti, che avevano evidenziato come i pulcini alimentati prevalentemente a base di krill tendano a essere più piccoli rispetto a quelli alimentati con pesce, con una probabilità di sopravvivenza mediamente inferiore.
CITATI: CASEY YOUNGFLESHSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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