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22 Luglio 2026Una sperimentazione condotta da Enea, Google e Sapienza Università di Roma ha ridotto dell’88% la capacità riproduttiva della zanzara tigre, vettore di dengue, chikungunya e Zika, tramite la tecnica del maschio incompatibile basata sul batterio Wolbachia

Una piattaforma innovativa per il controllo sostenibile della zanzara tigre, sperimentata per la prima volta in Europa, ha ottenuto una riduzione dell’88% della capacità della specie di produrre uova fertili destinate a superare l’inverno. Il risultato arriva dalla prima parte di una campagna sperimentale condotta presso il Centro Ricerche Enea Casaccia di Roma, nell’ambito di una collaborazione tra Enea, Google LLC (progetto Debug) e Sapienza Università di Roma.
La tecnica si basa sul rilascio di grandi numeri di maschi che, grazie alla simbiosi con il batterio Wolbachia, risultano riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche. In seguito a questi accoppiamenti, tutte le uova prodotte dalle femmine selvatiche risultano sterili. Più alto è il numero di maschi resi incompatibili immessi nella popolazione, maggiore è l’impatto sulla capacità della popolazione di zanzare di riprodursi.
“Questo approccio, applicato esclusivamente alla zanzara tigre, offre un’alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici” spiega Riccardo Moretti, ricercatore del Laboratorio agricoltura 4.0 dell’Enea. “Il risultato osservato è particolarmente rilevante perché ridurre in modo stabile la presenza di zanzare in grado di veicolare virus pericolosi significa rafforzare la prevenzione sanitaria, in particolare nei contesti urbani e periurbani più esposti e ci si aspetta che la ripresa delle attività nel 2026 amplifichi ancora di più questo effetto positivo”.
Wolbachia è un batterio comune e innocuo presente in simbiosi nella maggior parte delle specie di insetti. Nella zanzara tigre, il team Enea ha sostituito il ceppo naturale del batterio con un altro ceppo, ospitato dalla zanzara comune, ottenendo la prima linea al mondo di zanzara tigre con questa caratteristica di incompatibilità riproduttiva. Il meccanismo agisce sulla dinamica della popolazione nel tempo, ponendo le basi per un controllo duraturo ed efficace, mantenendo le popolazioni al di sotto delle soglie di rischio epidemiologico.
La campagna è stata condotta su 53 ettari all’interno del campus del Centro Ricerche Enea Casaccia, tra fine luglio e fine ottobre 2025, con il rilascio complessivo di circa 1,6 milioni di maschi incompatibili di zanzara tigre. Nel progetto, Google ha avuto il compito di moltiplicare la popolazione di zanzara tigre sviluppata da Enea, selezionare esclusivamente i maschi e occuparsi del loro confezionamento e trasporto aereo da Miami, negli Stati Uniti, fino all’area di rilascio a Casaccia. La Sapienza Università di Roma ha contribuito al programma con metodi di validazione della tecnica e con il monitoraggio di aree di controllo non trattate.
Maurizio Calvitti, ricercatore della Divisione Sistemi Agroalimentari Sostenibili dell’Enea, ha definito il Centro di Casaccia “un modello pilota di particolare valore per la trasferibilità della metodologia ad altri contesti operativi, sia in Italia sia a livello internazionale”. La sperimentazione prosegue anche nel 2026, con l’aspettativa di un ulteriore rafforzamento dell’effetto osservato.
CITATI: MAURIZIO CALVITTI, RICCARDO MORETTISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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