Cani
26 Giugno 2026I cani brachicefali sono i più vulnerabili al caldo per la sindrome ostruttiva delle vie aeree. La veterinaria Ivana Ilacqua illustra la progressione clinica del colpo di calore, le manovre corrette di raffreddamento e gli errori da evitare assolutamente

Il colpo di calore nel cane è un’emergenza medica che può rivelarsi fatale in pochi minuti. A differenza degli esseri umani, i cani disperdono il calore quasi esclusivamente ansimando: quando questo meccanismo è compromesso, la temperatura corporea sale rapidamente con conseguenze drammatiche. Lo spiega la dottoressa Ivana Ilacqua, medico veterinario espero in endoscopia, gastroenterologia e medicina integrata, che indica razze più a rischio, progressione clinica e manovre di primo soccorso corrette.
I cani brachicefali – Bulldog, Carlino, Boxer, Shih Tzu e Boston Terrier – sono i soggetti più a rischio per via della sindrome ostruttiva delle vie aeree (BAOS): per via della selezione genetica, la lunghezza del loro cranio si è ridotta ma i tessuti molli interni, come palato e lingua, sono rimasti delle stesse dimensioni, ostacolando il passaggio dell’aria e riducendo drasticamente l’efficienza dell’ansimare.
Oltre alla razza, tra gli altri fattori di rischio: i cuccioli sono più vulnerabili perché hanno un sistema di termoregolazione immaturo; i cani anziani hanno minore capacità di adattamento agli sbalzi termici; nei soggetti obesi il grasso agisce da isolante termico e impedisce al calore di disperdersi, e il maggior peso richiede più sforzo, generando ulteriore calore; inoltre, anche le patologie cardiorespiratorie, metaboliche o neurologiche possono alterano la funzione ipotalamica, che regola la temperatura del cane.
I sintomi seguono una progressione rapida. Nella fase iniziale di stress termico compaiono ansimare incessante, forte bava fluida, gengive rosso mattone e tachicardia. Nella fase intermedia di ipertermia severa, con temperatura superiore a 40°C, compaiono vomito, diarrea, letargia e andatura barcollante. Lo stadio finale è lo shock: macchie rosso-viola su gengive o pelle, convulsioni e coma, fino al rischio di arresto cardiocircolatorio.
In casa è fondamentale garantire ventilazione costante e mantenere bassa l’umidità relativa, che facilita l’evaporazione polmonare attraverso l’ansimare. All’aperto le passeggiate vanno limitate alle ore mattutine e serali. Occorre ricordare che in spiaggia la sabbia riflette i raggi e irradia calore direttamente sull’addome del cane; e che l’ingestione di acqua salata può scatenare vomito, accelerando la disidratazione. In auto è tassativo mantenere l’aria condizionata accesa e non lasciare mai l’animale nell’abitacolo spento: in meno di 20 minuti la temperatura può superare i 50°C.
In caso di un colpo di calore, raffreddare immediatamente l’animale all’ombra e in un ambiente ventilato, bagnando il corpo con acqua fresca di rubinetto a circa 20°C, concentrandosi sulle zone a maggiore vascolarizzazione superficiale (collo, ascelle, inguine e cuscinetti plantari). Portare d’urgenza il cane dal veterinario più vicino.
Da evitare assolutamente:
● acqua ghiacciata o ghiaccio diretto, che causano vasocostrizione periferica e intrappolano il calore negli organi vitali, peggiorando lo shock termico;
● asciugamani bagnati immobili sul corpo, che creano un effetto cappa caldo-umido bloccando l’evaporazione naturale;
● forzare l’animale a bere se in stato di semi-incoscienza o forte intorpedimento, con rischio di polmonite ab ingestis;
● somministrare antipiretici contro la febbre, inefficaci e dannosi per reni e sangue già compromessi dallo shock termico.
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