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11 Giugno 2026

Xenotrapianti, negli Usa si riapre il dibattito sul ruolo della ricerca animale

Secondo un editoriale pubblicato su Stat, la riduzione della sperimentazione animale potrebbe rallentare lo sviluppo degli xenotrapianti, settore che sta avviando i primi studi clinici con organi suini geneticamente modificati


Xenotrapianti, negli Usa si riapre il dibattito sul ruolo della ricerca animale

Due studi clinici sul trapianto di rene da suino a uomo sono già in corso negli Stati Uniti e oltre 70 pazienti potrebbero ricevere organi geneticamente modificati nel prossimo anno. In questo contesto torna al centro del dibattito il ruolo della ricerca animale, dopo le iniziative dell'amministrazione statunitense volte a ridurre progressivamente l'utilizzo di modelli animali nella ricerca finanziata con fondi federali.

A rilanciare il confronto è un editoriale pubblicato da Stat e firmato da Joshua Mezrich, professore di Chirurgia dell'Università del Wisconsin e titolare della Mark A. Fischer Chair in Transplantation, secondo il quale lo sviluppo degli xenotrapianti non avrebbe potuto raggiungere l'attuale fase clinica senza decenni di studi condotti su animali.

L'intervento prende spunto dalle posizioni espresse dal segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., favorevole a una progressiva sostituzione della sperimentazione animale con metodologie alternative come organoidi, sistemi "organ-on-chip" e modelli computazionali supportati dall'intelligenza artificiale.

Secondo Mezrich, gli xenotrapianti rappresentano però un caso particolare. L'autore ricorda che già negli anni Ottanta i ricercatori avevano individuato nel rigetto immunologico il principale ostacolo al trapianto di organi suini nei primati. Un primo punto di svolta è arrivato negli anni Novanta con le tecniche di clonazione animale, seguite successivamente dall'introduzione dell'editing genetico mediante CRISPR-Cas9, che ha consentito di sviluppare suini geneticamente modificati con caratteristiche più compatibili con il sistema immunitario umano.

L'evoluzione delle tecnologie di ingegneria genetica ha progressivamente migliorato i risultati sperimentali. Se negli anni Novanta la sopravvivenza degli organi trapiantati da suino a primate veniva misurata in ore o giorni, negli ultimi anni alcuni xenotrapianti sperimentali di rene e cuore hanno raggiunto durate di mesi e, in alcuni casi, di anni nei modelli animali.

Questi risultati hanno portato all'avvio delle prime applicazioni cliniche nell'uomo. Tra il 2022 e il 2025 sono stati effettuati diversi trapianti sperimentali di cuore e rene provenienti da suini geneticamente modificati nell'ambito di programmi autorizzati dalla Food and Drug Administration (FDA). Nel 2025 sono inoltre partiti due studi clinici multicentrici sul trapianto di rene da suino a uomo.

Secondo Mezrich, ogni nuova generazione di animali geneticamente modificati richiede una fase di validazione preclinica per valutare la sopravvivenza dell'organo, la risposta immunitaria e le strategie di immunosoppressione. Per questo motivo, pur riconoscendo il valore delle nuove metodologie alternative, l'autore ritiene che nel campo degli xenotrapianti la ricerca animale continui a svolgere un ruolo essenziale.

Nell'editoriale viene inoltre ricordato come numerose innovazioni della medicina moderna, inclusi i trapianti d'organo e diverse tecniche di cardiochirurgia, siano state sviluppate grazie a studi condotti su modelli animali.

L'articolo si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge aspetti scientifici, regolatori ed etici. Secondo l'autore, eventuali limitazioni alla ricerca animale dovrebbero essere valutate anche alla luce delle possibili conseguenze sullo sviluppo di nuove terapie destinate ai pazienti in attesa di trapianto.

CITATI: JOSHUA MEZRICH, ROBERT F. KENNEDY JR.
TAG: FDA, RICERCA, SPERIMENTAZIONE ANIMALE, XENOTRAPIANTI

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