Cani
15 Maggio 2026Uno studio del Royal Kennel Club condotto su oltre 4.000 cani quantifica per la prima volta l'ereditabilità della BOAS in bulldog, bulldog francesi e carlini. Dal 13 maggio vietati gli accoppiamenti con cani di Grado 2

La sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori (Boas) nei cani brachicefali ha una componente genetica significativa e misurabile: dal 21% al 49% della variabilità nella funzione respiratoria e dal 31% al 39% della variabilità nella conformazione delle narici sono attribuibili a fattori ereditari. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 13 maggio 2026 su PLoS ONE da ricercatori del Royal Kennel Club, condotto su oltre 4.000 bulldog, bulldog francesi e carlini. I risultati hanno già prodotto una revisione delle linee guida di allevamento dell’organizzazione britannica.
Il team guidato dalla genetista Joanna Jadwiga Ilska ha analizzato la salute respiratoria di oltre 4.000 cani registrati nei libri genealogici del Royal Kennel Club, valutata attraverso un test da sforzo standardizzato, e i relativi dati riproduttivi. L’obiettivo era stimare l’ereditabilità della BOAS nelle tre razze brachicefale più diffuse nel Regno Unito.
I risultati mostrano che due caratteristiche associate alla patologia sono moderatamente ereditabili: la funzione respiratoria presenta una componente genetica compresa tra il 21% e il 49% a seconda della razza, mentre la conformazione delle narici mostra un’ereditabilità tra il 31% e il 39%. Le percentuali di cani classificati con BOAS di Grado 2 – sintomi respiratori moderati ma clinicamente rilevanti – risultano pari al 15% nei bulldog francesi, 18,9% nei bulldog e 19,8% nei carlini.
Gli autori segnalano tuttavia che questi valori potrebbero essere sottostimati, poiché lo studio include solo cani registrati e molti proprietari tendono a considerare normali i rumori respiratori tipici di queste razze.
“I nostri risultati forniscono prove evidenti del fatto che la salute respiratoria in queste razze è influenzata dalle differenze genetiche tra i cani e, soprattutto, che è possibile ottenere miglioramenti attraverso la selezione genetica”, ha dichiarato Ilska. Lo strumento indicato è il Respiratory Function Grading Scheme, che consente agli allevatori di prendere decisioni riproduttive basate su dati oggettivi.
In risposta alla pubblicazione, dal 13 maggio il Royal Kennel Club ha aggiornato le proprie linee guida: tutti gli accoppiamenti che coinvolgono cani classificati con BOAS di Grado 2 vengono ora contrassegnati come “rossi”, cioè sconsigliati. In precedenza, questi accoppiamenti erano consentiti per evitare un eccessivo impoverimento genetico nelle razze con pool ristretti di soggetti sani.
Non tutti gli esperti ritengono sufficiente intervenire esclusivamente sulla funzione respiratoria. Rowena Packer, esperta di salute canina del Royal Veterinary College, ha sottolineato che la brachicefalia estrema è associata a una costellazione più ampia di problemi: malattie oculari, surriscaldamento, disturbi del sonno, difficoltà durante il parto, anomalie spinali e ridotta capacità di esprimere comportamenti normali.
“Concentrarsi troppo esclusivamente sulla selezione di cani con una ‘respirazione migliore’ rischia di trascurare questi danni più ampi. La priorità dovrebbe essere la selezione genetica per la salute generale e la conformazione funzionale, piuttosto che tentare di preservare tratti fisici estremi selezionando contro una singola patologia”.
Il dibattito richiama anche l’esperienza olandese: nei Paesi Bassi, dal 2020, è vietato allevare cani con musi eccessivamente schiacciati sulla base del principio che perpetuare caratteristiche fisiche causa sofferenza agli animali. Lo studio del Royal Kennel Club indica invece una strada diversa: migliorare la salute delle razze esistenti attraverso una selezione più rigorosa, senza eliminare le razze stesse.
CITATI: JOANNA ILSKA, ROWENA PACKERSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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