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Influenza aviaria

05 Marzo 2026

Influenza aviaria, il Regno Unito avvia test vaccinali nei tacchini

Il governo britannico lancia una sperimentazione di 24 settimane per valutare l’efficacia dei vaccini contro l’HPAI e l’impatto sulla sorveglianza sanitaria e sul commercio avicolo

di Redazione Vet33


Influenza aviaria, il Regno Unito avvia test vaccinali nei tacchini

Il Regno Unito ha avviato una sperimentazione di vaccini contro l’influenza aviaria nei tacchini, annunciata dal Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA). Il progetto britannico, della durata prevista di 24 settimane, punta a valutare l’efficacia dei vaccini autorizzati in condizioni reali di allevamento e a verificare come i sistemi di sorveglianza possano garantire la sicurezza sanitaria e la tutela degli scambi commerciali.

Una nuova strategia di controllo

L’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) continua a rappresentare una delle principali minacce sanitarie per il settore avicolo a livello globale. La malattia può provocare gravi perdite negli allevamenti, incidere sui prezzi degli alimenti e rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica, soprattutto in presenza di varianti capaci di infettare altre specie.

Nel Regno Unito, secondo i dati del governo, le epidemie di influenza aviaria hanno comportato costi fino a 174 milioni di sterline all’anno tra interventi pubblici e perdite per il comparto avicolo.

Perché i test vengono condotti sui tacchini

I tacchini sono stati scelti come specie per la sperimentazione a causa della loro elevata suscettibilità al virus. Nei focolai che colpiscono questa specie, infatti, la malattia può causare tassi di mortalità particolarmente elevati, rendendo prioritario lo sviluppo di strumenti di prevenzione più efficaci.

La sperimentazione consentirà di verificare l’efficacia dei vaccini in condizioni di allevamento e di valutare l’impatto delle strategie vaccinali sui sistemi di monitoraggio epidemiologico.

Uno dei principali timori riguarda la possibilità che la vaccinazione mascheri la circolazione del virus, rendendo più difficile individuare nuovi focolai e creando potenziali ostacoli al commercio di prodotti avicoli. Per questo motivo molti Paesi produttori hanno finora adottato con cautela questa strategia, privilegiando misure di biosicurezza e abbattimento degli animali infetti.

Le esperienze negli altri Paesi

Negli ultimi anni diversi Paesi hanno iniziato a valutare l’utilizzo della vaccinazione come strumento complementare per il controllo della malattia:
● la Francia ha avviato nel 2023 un programma nazionale di vaccinazione delle anatre da allevamento, diventando il primo grande esportatore avicolo a introdurre la misura su larga scala e attribuendo alla strategia un ruolo nel contenimento della malattia.
● anche Paesi Bassi e Stati Uniti stanno conducendo studi e sperimentazioni per valutare l’efficacia dei vaccini e il possibile impatto sulle esportazioni di prodotti avicoli.

Il progetto britannico si inserisce quindi in un contesto internazionale in cui la vaccinazione contro l’influenza aviaria è sempre più considerata come uno strumento potenziale di gestione del rischio sanitario nel settore avicolo.

TAG: DEFRA, HPAI, INFLUENZA AVIARIA, REGNO UNITO, TACCHINI, VACCINI

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