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27 Agosto 2025

La febbre nel cane e nel gatto. Ecco come intervenire

Riconoscere e gestire la piressia negli animali domestici è fondamentale per la loro salute: ecco sintomi, possibili cause e indicazioni pratiche dal veterinario

di Redazione Vet33


La febbre nel cane e nel gatto. Ecco come intervenire

La febbre, o piressia, è una sottocategoria dell’ipertermia e si caratterizza per un aumento del set point del centro della termoregolazione dell’ipotalamo anteriore come conseguenza del rilascio di prostaglandina E2. Ma da cosa è causata? E come si interviene? 

Con questo algoritmo, tratto dal libro Algoritmi diagnostico terapeutici in medicina interna, il professor Federico Fracassi, Associato del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie (DIMEVET) dell’Università di Bologna, Medico Veterinario Diplomato ECVIM-CA, EBVS® (European Veterinary Specialist in Small Animal Internal Medicine),illustra il protocollo diagnostico, la diagnosi e la terapia per risolvere la problematica. Il testo, inoltre, presenta altre 85 situazioni e per ciascuna l’autore fornisce algoritmi di pratica e veloce consultazione.

Protocollo diagnostico

Una diagnosi di FUO è giustificata in presenza di una temperatura corporea elevata nell’arco di 14 giorni, in assenza di fattori confondenti quali ansia, temperature ambientali elevate o un recente viaggio in auto particolarmente stressante. Inoltre, dovrebbero essere escluse condizioni come il colpo di calore, lo sforzo fisico eccessivo e le fascicolazioni muscolari poiché l’ipertermia indotta da tali condizioni può rendere necessario un abbassamento della temperatura corporea urgente. 
Nei pazienti affetti da FUO, come primo step diagnostico dovrebbe essere effettuato un esame fisico completo, comprensivo di esplorazione rettale, valutazione dermatologica, ortopedica e neurologica. La presentazione clinica di tali animali varia a seconda della causa scatenante e dell’apparato coinvolto, ma include generalmente segni clinici non specifici quali l’anoressia, la letargia e la depressione. Segni attribuiti a condizioni specifiche includono il pallore mucosale (anemia/emoparassiti), la linfoadenopatia generalizzata (cause infettive e neoplastiche), il dolore al collo o alla schiena (meningite, meningoencefalite o discospondilite), il dolore o il gonfiore articolare (poliartrite), un soffio cardiaco (endocardite), la corioretinite (malattie infettive feline) e il dolore o il gonfiore localizzato (punture di zecche o ferite e ascessi).

La temperatura può superare i 41 °C. In tal caso possono rendersi manifesti atteggiamenti comportamentali particolari che derivano dal tentativo di raffreddarsi (affanno, inattività, vasodilatazione periferica, ricerca del freddo).

L’ecocardiografia è utile per identificare eventuali lesioni valvolari vegetative associate a un’endocardite batterica. Se l’ecocardiografia non consente di raggiungere una diagnosi, l’emocoltura può essere utile per diagnosticare cause batteriche della setticemia, soprattutto nel caso in cui vengano prelevati tre campioni ematici in un periodo di 24 ore e quando il paziente è ipertermico. Può essere utile anche effettuare un’urinocoltura. 

Le radiografie toraciche sono particolarmente utili nei casi di polmonite, neoplasie polmonari e versamenti cavitari. In quest’ultimo caso, l’ecografia toracica può essere più sensibile della radiologia nel rilevare piccole quantità di versamento toracico. 

L’ecografia addominale è molto utile per escludere pielonefrite, prostatite, pancreatite, versamenti addominali o per identificare organomegalie che richiedono una valutazione citologica mediante ago-aspirato.

Algoritmo febbre

Diagnosi 

La poliartrite idiopatica è il disturbo più comune nei cani affetti da poliartrite immuno-mediata. Si verifica più comunemente nei cani di razza pura tra 1 e 6 anni di età. L’anamnesi include spesso una febbre ciclica associata alla comparsa intermittente di zoppia, rigidità, malessere e anoressia. In alcuni casi, la febbre è l’unica manifestazione clinica; pertanto, la poliartrite dovrebbe rappresentare sempre una diagnosi differenziale, in particolare nei cani affetti da FUO.

A cura di Grazia La Paglia

Per continuare a leggere i dettagli dell’algoritmo e conoscere la terapia, consulta il volume Algoritmi diagnostico terapeutici in medicina interna. Nel cane e nel gatto (Edizioni Edra).

CITATI: FEDERICO FRACASSI
TAG: ALGORITMI, CANE, FEBBRE, GATTO, PIRESSIA

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