Animali da Compagnia
10 Febbraio 2025Uno studio della Penn State University evidenzia il ruolo dei cani domestici nella trasmissione di ceppi resistenti agli antimicrobici di Salmonella non tifoidea, sottolineando l’importanza della prevenzione

I cani domestici, spesso considerati innocui per la salute dell’uomo, possono in realtà essere veicolo di trasmissione di Salmonella non tifoidea, un batterio che può causare infezioni gastrointestinali con, in alcuni casi, complicanze pericolose. Uno studio pubblicato su Zoonoses and Public Health da un gruppo di ricercatori della Penn State University (Usa) ha identificato 77 sospetti casi zoonotici, sottolineando la crescente minaccia dei ceppi resistenti agli antimicrobici. La ricerca apre un’importante riflessione sul legame tra animali da compagnia e salute pubblica, evidenziando l’urgenza di strategie preventive per ridurre i rischi associati a questo patogeno.
La Salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato nel caso di infezioni trasmesse da alimenti. Il batterio è presente in natura con oltre 2000 sierotipi differenti, ma i ceppi più diffusi nell’uomo e nelle specie animali sono S. enteritidis e S. typhimurium. Tra queste, le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle più frequenti cause di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato.
Nei casi di infezione da Salmonella non tifoidea, la gravità dei sintomi varia da semplici disturbi del tratto gastrointestinale – dolore addominale, nausea, vomito e diarrea, associati a febbre – fino a forme cliniche più gravi, quali batteriemie o infezioni focali a carico di ossa e meningi, che si verificano soprattutto nei soggetti fragili. I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati e si protraggono per 4-7 giorni.
Nello studio, i ricercatori hanno valutato l’impatto della diffusione di Salmonella resistente agli antimicrobici e il potenziale zoonotico della Salmonella non tifoidea isolata da cani ed esseri umani, analizzando i dati raccolti dal Veterinary Laboratory Investigation and Response Network della Food & Drug Administration (Fda).
I ricercatori, in particolare, hanno identificato tutti i ceppi di Salmonella non tifoidea isolati da cani domestici tra maggio 2017 e marzo 2023. Il team, quindi, ha abbinato i tempi e la posizione degli 87 casi ai ceppi isolati dagli esseri umani nel database del National Center for Biotechnology Information gestito dai National Institutes of Health.
In questo modo, sono stati trovati 77 sospetti casi zoonotici, ovvero di batteri che sono passati da un cane domestico a un essere umano, comprendenti 164 ceppi. I ceppi isolati dai cani includevano diversi sierotipi, la maggior parte dei quali clinicamente rilevanti per la salute umana. Infine, i ricercatori hanno scoperto che tutti i ceppi identificati possedevano geni di resistenza antimicrobica per classi di farmaci ritenute di importanza critica dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who).
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