Animali selvatici
01 Febbraio 2024 Uno studio condotto da ricercatori delle Università di Ferrara e Sassari mostra che l’aumento delle temperature sta modificando il comportamento degli stambecchi, spingendoli a diventare animali sempre più notturni ed esponendoli a un maggior rischio di predazione

Secondo una ricerca condotta dalle Università di Ferrara e Sassari, il riscaldamento globale metterebbe a rischio gli stambecchi alpini (Capra ibex), animali tipicamente diurni che stanno cambiando il proprio comportamento in risposta all’aumento delle temperature.
Lo studio
Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Ferrara e di Sassari in collaborazione con il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale Svizzero e pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, evidenzia che gli esemplari di Capra ibex stanno diventando più notturni in risposta all’aumento delle temperature, anche nelle aree popolate da lupi (Canis lupus), nonostante il rischio di diventarne facili prede.
Il gruppo di ricerca ha analizzato i dati relativi all’attività di 47 stambecchi (17 femmine e 30 maschi) in due aree protette, il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale Svizzero, entrambe caratterizzate da altitudine, condizioni climatiche e habitat simili ma con una differenza importante: il parco svizzero al momento non vede la presenza del lupo, attivo soprattutto durante le ore notturno.
Le analisi hanno rivelato, in entrambi i parchi, che gli stambecchi aumentano l’attività notturna dopo giornate particolarmente calde e durante le notti più luminose. Ciò avviene sia per i maschi che per le femmine e sia nelle aree senza predatori che in quelle dove sono presenti. Nel complesso, i risultati supportano l’ipotesi che il bisogno di vivere in condizioni termiche appropriate prevale sul rischio di essere predati.
Le conseguenze
Gli adattamenti comportamentali, come la flessibilità del tempo di attività, sono tra le risposte più rapide degli animali ai fattori di stress ambientale. La ricerca scientifica suggerisce che questo spostamento verso l’attività notturna – causato anche da disturbi umani (dallo sviluppo urbano all’agricoltura, fino alla caccia) – si sta verificando in numerose specie di grandi mammiferi e, nel complesso, potrebbe essere una soluzione per mitigare gli effetti del riscaldamento globale.
Tuttavia, si assiste anche a delle conseguenze negative, come dimostra il caso degli stambecchi: quando sono attivi di notte, infatti, i mammiferi adattati diurni possono soffrire di ridotta efficienza di foraggiamento, comportamenti antipredatori indeboliti, capacità di movimento limitata e ridotti tassi di riproduzione e sopravvivenza.
I ricercatori sottolineano che occorre prestare particolare attenzione alle specie strettamente diurne e che sarà necessario incorporare la conoscenza delle dinamiche temporali nella pianificazione delle loro attività di gestione e conservazione.
Brivio Francesca, Apollonio Marco, Anderwald Pia, Filli Flurin, Bassano Bruno, Bertolucci Cristiano and Grignolio Stefano. 2024 Seeking temporal refugia to heat stress: increasing nocturnal activity despite predation risk. Proc. R. Soc. B. 291: 20231587. 20231587.
DOI: https://doi.org/10.1098/rspb.2023.1587
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
29/04/2026
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo ha confermato un nuovo focolaio di dermatite nodulare bovina a Ballao, nel Sud Sardegna: è il quarto accertato sull’isola dall’inizio...
A cura di Redazione Vet33
29/04/2026
Il Ministero della Salute ha emesso una nota per il rafforzamento della sorveglianza arbovirosi in vista della stagione vettoriale: il Piano Nazionale 2020-25 è prorogato al 31 dicembre 2026. Otto...
A cura di Redazione Vet33
29/04/2026
Il Regolamento delegato (Ue) 2026/322, in vigore dal 12 maggio, aggiorna le norme sulle malattie animali trasmissibili di categoria A, allineandole ai pareri Efsa e all’esperienza degli ultimi...
A cura di Redazione Vet33
28/04/2026
Gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani hanno avviato un’indagine nazionale sulla preparedness del sistema veterinario italiano nei confronti della Peste Equina e della Durina. Il...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022