Cani
14 Dicembre 2022 Veicolo di contagio o sentinella ambientale? Due ricerche dell’IZSVe (pubblicate sulla rivista scientifica IJERPH) svelano quale ruolo possa svolgere il cane nel contagio della leptospirosi.

In presenza di un focolaio di leptospirosi i veterinari sono più esposti al contagio di chi non svolga un’attività professionale?
Per dare una risposta a questo quesito, l’IZSVe ha condotto uno studio – finanziato dal Ministero della Salute – analizzando 221 campioni di siero umani tramite mediante test di microagglutinazione (MAT) per Leptospira. Di questi, 112 provenivano da medici veterinari clinici specializzati in animali d’affezione, mentre 109 erano stati prelevati da soggetti non professionalmente esposti. E ’emerso che nessuno degli individui testati aveva sviluppato anticorpi verso le leptospire circolanti nel nostro territorio e che quindi l’esposizione professionale dei veterinari non era stata un fattore di rischio. Un esito positivo, probabilmente frutto del combinato disposto di due fattori: da una parte, l’adozione di efficaci misure di prevenzione dall’altra una scarsa escrezione di Leptospira nei cani sintomatici, sia per durata di escrezione che per quantità di batteri eliminati. Probabilmente, quindi, il cane è da considerarsi più una sentinella ambientale che un veicolo d’infezione.
Leptospirosi, rischio focolaio nei canili
Nonostante questi risultati, un altro studio effettuato dall’IZSVe ha evidenziato come i canili possano costituire un potenziale focolaio di contagio, rischioso per la comunità. In questo caso, lo studio ha descritto un focolaio di infezione da Leptospira in un canile italiano nel 2020, sia con cani clinicamente malati che asintomatici. Cinquantanove cani, compresi tre cani malati, sono stati testati. Trenta dei cinquantanove (50,9%) sono risultati positivi ad almeno un test. Ventidue dei cinquantanove (37,3%) hanno mostrato sieropositività contro almeno un sierotipo appartenente al sierogruppo Sejroe e le analisi MLST hanno identificato come responsabile dell'epidemia L. borgpetersenii, sierogruppo Sejroe (ST155), fino ad ora, segnalato sporadicamente nei cani. Viene dunque confermato il ruolo dei cani come sentinelle ambientali di leptospirosi. Inoltre, gli esiti evidenziano come sia fondamentale attivare nei canili la sorveglianza delle infezioni da Leptospira, per colmare le lacune della profilassi vaccinale che ad oggi non copre tutti i sierogruppi circolanti (come abbiamo visto con il sierogruppo Sejroe).
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